Il gioco d’azzardo a Monza: dati, ordinanze restrittive e costi sociali ed economici per la provincia

I dati sul gioco d’azzardo a Monza e provincia Per analizzare un fenomeno è bene partire sempre dai dati, oggettivamente inoppugnabili per definizione. E i dati ci dicono...

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I dati sul gioco d’azzardo a Monza e provincia

Per analizzare un fenomeno è bene partire sempre dai dati, oggettivamente inoppugnabili per definizione.

E i dati ci dicono che in Brianza, nel corso del 2019 (ultimi aggiornamenti disponibili) sono stati spesi 1,26 miliardi di euro nel gioco legale proposto in centri scommesse, bar e locali della provincia. Ad essere del tutto onesti, a questi numeri, andrebbero aggiunti quelli del gioco digitale (effettuato sulle piattaforme dei bookmaker autorizzati) e quelli del gioco illegale.

Ma anche limitandoci a questi 1,26 miliardi e dividendo la somma per gli 870 mila residenti brianzoli (neonati compresi), ogni abitante della provincia spende nel gioco d’azzardo 332 euro l’anno (a fronte di una media nazionale di 325 euro).

Slot machine, gratta e vinci, bingo, scommesse sportive e tutti gli altri servizi che ruotano attorno al mondo del gioco con vincite in denaro, generano una perdita netta in provincia di 300 milioni.

Il valore del giocato, in Brianza, varia di città in città, concentrandosi maggiormente dove maggiore è la densità di sale gioco. L’opportunità offerta dai fornitori di video lottery, slot machine e tutto il resto, infatti, spinge a giocare di più: Varedo, con soli 13.000 abitanti, è il centro principale da questo punto di vista, con una cifra (144 milioni di euro giocati nel 2019) che è superiore addirittura a quella del capoluogo, Monza (124 milioni, a fronte di oltre 120 mila abitanti); sul podio troviamo anche Lissone (46 mila cittadini), con 119 milioni di spesa nel gioco d’azzardo.

Anche confrontando i dati pre Covid con quelli dell’anno della pandemia, il senso non cambia: tra 2017 e 2020, la spesa dei brianzoli complessivamente presi non è diminuita, anche se si è riscontrata una forte variabilità geografica. A fronte di un calo sensibile a Monza (-29 milioni di euro), sono cresciute le spese a Cesano Maderno (+ 11 milioni di euro), Lissone (+ 5 milioni), Nova Milanese e Lentate sul Seveso (+ 4 milioni di euro).

Ordinanza anti slot ad Agrate: funziona davvero!

Per capire, almeno in parte, questo fenomeno, l’esempio di Agrate (15 mila abitanti) è sicuramente chiarificatore.

Qui, è stata emessa un’ordinanza nel mese di maggio 2021 per la riduzione degli orari di accensione delle slot machine; tre fasce orarie, per complessive sei ore, durante le quali lo spegnimento delle macchinette è obbligatorio in tutta la provincia: dalle 8 alle 10, dalle 12 alle 14 e dalle 17 alle 19.

Questa misura, integrata con quella che vieta le nuove installazioni (ma non le chiusure) in un raggio di 500 metri da luoghi cosiddetti “sensibili”, come scuole, centri giovanili, oratori, strutture socio sanitarie, …, sembra proprio aver colto nel segno il nocciolo del problema.

Basta, infatti, confrontare i dati del 2019, quando all’interno del comune di Agrate erano stati spesi 7 milioni e 360 mila euro, con quelli del 2022, quando nello stesso territorio sono stati spesi 5 milioni e 900 mila euro. Il ribasso del 20% assume un valore ancora maggiore, se si pensa che nell’intera provincia brianzola la spesa è aumentata da 1,26 miliardi a quasi 5 miliardi di euro!

Ad Agrate, la spesa pro capite nel gioco d’azzardo è scesa dai 181 euro del 2019 ai 140 euro del 2022; per le sole slot machine la riduzione media è pari al 43%, per un risparmio netto di 500.000 euro: tutti soldi che sono rimasti nelle tasche degli agratesi.

I consiglieri comunali di Agrate e i membri dell’associazione Brianza SiCura guardano con soddisfazione a quest’esperienza e pensano seriamente all’esportazione nel resto del territorio provinciale: l’applicazione di un’ordinanza come quella anti slot di Agrate nelle altre città brianzole consentirebbe un risparmio di 70 milioni di euro ogni anno.

I lati negativi del gioco d’azzardo: dipendenza e criminalità organizzata

Tra i risvolti negativi del gioco d’azzardo vi sono tutti quei costi sociali e sanitari legati alla dipendenza e alla criminalità organizzata.

Se, infatti, soggetti sensibili come ragazzi e persone in difficoltà economiche corrono particolarmente il rischio di cadere nella ludopatia, non sono da trascurare nemmeno i costi per la società dovuti agli interessi che per il gioco d’azzardo mostrano le associazioni criminose, anche e soprattutto di stampo mafioso.

È di pochi anni fa (2018) il monitoraggio richiesto dal consiglio regionale della Lombardia in merito alla diffusione del gioco d’azzardo in tutto il territorio. Secondo i risultati del Rapporto Polis 2, scommesse sportive, slot machine, video lottery e altri giochi tipici dei Casinò sono sempre più diffusi e richiesti: non solo sale gioco, ma anche bar e tabaccherie sono assiduamente frequentati dai cittadini lombardi.

Ma i forti guadagni che derivano dalla gestione del gioco d’azzardo hanno condotto ad un progressivo interesse al fenomeno da parte delle mafie, le quali riescono così ad esercitare un controllo esteso su parte dell’economia del territorio lombardo e non solo.

Durante i controlli effettuati dalla Guardia di Finanza, macchinette, slot machine e video lottery risultano in alcuni casi manipolate, non collegate al circuito dell’Agenzia delle Entrate o, più genericamente, illegali. Questo non accade, invece, nei casinò online stranieri, dove il rispetto delle norme imposte dalle licenze di gioco internazionali garantisce all’appassionato di giocare in modo sicuro e del tutto legale. Esitono infatti molti siti di casino online che, nonostante l’assenza di licenza AAMS, offrono un’esperienza di gioco sicura ai giocatori italiani.

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