Stop alle superstizioni, adottare anche i gatti neri

Ne è passato di tempo da quando, nei tempi bui del Medioevo, in Europa i gatti, in particolare quelli neri, venivano considerati l'incarnazione di Satana...


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Ne è passato di tempo da quando, nei tempi bui del Medioevo, in Europa i gatti, in particolare quelli neri, venivano considerati l’incarnazione di Satana e per questo messi al rogo assieme alle loro padrone accusate di stregoneria e anche la credenza che li voleva portatori di sfortuna sta, seppur lentamente, scomparendo.

Altri pregiudizi hanno preso piede perché i felini neri, che col loro mantello scuro erano particolarmente efficaci nella caccia notturna ai topi, erano i preferiti dei pirati. La loro presenza su terraferma, quindi, annunciava l’arrivo dei pirati e l’imminente pericolo.
Oggi sono rimaste poche le persone che preferiscono cambiare direzione se un micio nero attraversa la strada, e sono invece numerosi gli estimatori dei gatti che vedono nel mantello di questo colore un tocco di fascino in più.

Paradossalmente è proprio la nostra cultura moderna, fatta di comunicazioni istantanee e immagini condivise sui social media, a portare nuovamente sfortuna alle piccole pantere domestiche. Già, perché a quel pelo corvino così meraviglioso dal vivo è difficile rendere giustizia nelle fotografie e così nei rifugi i gatti neri, proprio perché meno fotogenici, rimangono più tempo in attesa di adozione di quelli chiari. È un fenomeno confermato dalle osservazioni di Christine Bayka, responsabile di un rifugio britannico per gatti, The Moggery. Da sempre più penalizzati rispetto ai compagni tigrati, rossi o tricolori, oggi l’adozione per loro è ancora più problematica perché, dice la Bayka in un’intervista alla BBC (https://www.bbc.com/news/uk-42871851), «la gente basa la propria vita sui selfie e i gatti neri, che rendono meno nelle fotografie, sono di conseguenza meno gettonati di un tempo. Quando vengo contattata nel periodo di boom delle nascite, il più delle volte mi sento dire “qualsiasi colore eccetto il nero”…. »

La situazione al Gattile di Monza
Mai come quest’anno la struttura di via San Damiano aveva visto un numero così elevato di mici neri, dai più piccoli – come gli 11 gattini recuperati nello sgombero della ex fabbrica Diefenbach a maggio – agli ospiti senior, come Truck, ceduta per allergia, e Kikka (adottabile anche a distanza), la cui proprietaria è stata ricoverata.
Tra i giovanissimi in cerca di casa ci sono Max e Alex (abbandonati così piccoli che non sapevano ancora mangiare autonomamente), i quattro fratelli Hades, Atropo, Cloto e Lachesi (recuperati in un campo a Cernusco sul Naviglio insieme alla mamma), Portos (trovato con i fratelli tigrati a Cornate d’Adda), Bello (trovato a Bellusco), e Dieghito, il simpaticissimo gattino con la leucemia che si può anche adottare a distanza.
ENPA si dichiara comunque ottimista e crede che molti dei nerissimi ospiti del gattile prima o poi troveranno casa, come è successo di recente a nonna Luna (16 anni) e a Elvezio (pure sordo e cieco)!

I gatti neri e Halloween
Manca poco ad Halloween, la festa del 31 ottobre e puntualmente arrivano notizie di riti satanici in cui vengono sacrificati gatti neri.
Per fortuna le statistiche riguardanti il numero di gatti spariti o morti sono tanto allarmanti quanto prive di fondamento. Tuttavia ENPA consiglia ai proprietari di gatti neri di monitorarli per quanto possibile in questo periodo e di tenerli al sicuro in casa nei giorni attorno al 31 ottobre, soprattutto durante le ore serali e notturne. Un po’ di prudenza non guasta!

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