Nell’agenda di Davos il Green Pass permanente

di Alberto Comuzzi – Va dato atto della tenacia con cui i fautori dell’Agenda di Davos perseguono i propri obiettivi. Apprendiamo da “La Verità” che al recente G20...

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di Alberto Comuzzi – Va dato atto della tenacia con cui i fautori dell’Agenda di Davos perseguono i propri obiettivi. Apprendiamo da “La Verità” che al recente G20 sono state predisposte misure per un green pass permanente.

Il canadese Trudeau, il francese Macron, l’americano Biden e lo stesso cinese Xi Jinping fanno parte di quella nomenclatura internazionale che ha compreso come sia più semplice detenere il potere riducendo i cittadini in sudditanza. Il green pass è uno strumento utilissimo a questo scopo. Con la scusa di un passaporto sanitario mondiale – le cui procedure per ottenerlo si ipotizza che saranno affidate all’Oms, controllato da Bill Gates – le élite destinate a governare il mondo avranno il controllo globale sull’intero genere umano.

La tecnologia consente di monitorare le persone con carte di credito, telepass, telefonini e apparecchi digitali vari. In Svizzera sono andati oltre: hanno introdotto un microchip sottocutaneo con il quale la persona (che persona?) può pagare il conto al supermercato, al bar, al ristorante etc. Autore dell’opera il chirurgo plastico Christian Köhler, che ha sviluppato il suo progetto con un’azienda di Zugo.

In pratica l’esistenza umana regolata da un microchip in cui, oltre ai dati sanitari, sono riassunte le informazioni del conto corrente bancario. Che mirabile progresso! Qui l’esclamativo è d’obbligo.

Riusciamo ad immaginare gli effetti della “conquista” del microchip coniugata con l’idea malthusiana di una Terra non più in grado di sfamare il mondo? Con un Forum di Davos persuaso che 8 miliardi di persone non sono più compatibili con lo sviluppo, possiamo illuderci che la sanità mondiale si preoccuperà della salute dei più?

Se l’industria delle armi rallenta perché soffiano venti di pace e si chiudono le guerre, occorre che quella farmaceutica riprenda velocemente. Così, chiusa la vicenda Ucraina (indebolite economicamente Europa e Russia), Big Pharma si ripropone con nuovi vaccini che, imposti con le buone o le cattive, produrranno copiosi utili con cui premiare istituzioni e singoli sostenitori.

Un progetto eccellente, quello del Forum di Davos: circa 1.500 adepti sistemati ai vertici delle nazioni e nelle istituzioni internazionali in modo da governare l’umanità. Sponsor ufficiali: Big Tech, Big Pharma e l’industria bellica che, grazie alle “politiche” degli adepti, fanno tanti utili, una parte dei quali viene reinvestita per consentire a questi ultimi di perpetrare la loro attività. Una colossale quanto demoniaca impresa che, con l’inganno favorito dai mezzi d’informazione, schiavizza miliardi di persone.

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