L’eccellenza del Made in Italy: come lavorare in questo settore

Il made in Italy rappresenta un punto fermo a livello internazionale. Sono infatti numerosi i paesi stranieri che conoscono l’Italia per via delle sue meraviglie, soprattutto se parliamo...

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Il made in Italy rappresenta un punto fermo a livello internazionale. Sono infatti numerosi i paesi stranieri che conoscono l’Italia per via delle sue meraviglie, soprattutto se parliamo delle bontà culinarie ed enogastronomiche tipiche del nostro paese. Di conseguenza, trattandosi di un settore evergreen e di grande successo, il food può diventare anche un’occasione per trovare un impiego, ma si tratta di un concetto applicabile a molti altri comparti. Oggi vedremo dunque come lavorare in questi settori, insieme ad altre informazioni utili.

Il made in Italy e il mercato delle quattro A

Il termine “quattro A” fa riferimento a quattro macroaree nelle quali il made in Italy eccelle a livello internazionale. Si parte innanzitutto dal comparto dell’abbigliamento tricolore, che può contare sulla presenza di grandi marchi riconosciuti in tutto il mondo, da Armani a Valentino, passando per Versace, Missoni e Liu Jo. Esistono inoltre tantissimi piccoli brand artigianali che possono contare su una grande richiesta all’estero.

Il secondo settore appartenente alle quattro A è quello relativo all’arredo e all’interior design. Anche in questo caso, sono molte le aziende italiane che possono contare su una grande reputazione all’estero, con diversi designer di grido e con molti prodotti esportati ogni anno. Non potremmo poi non citare il settore dell’automazione, entrato di recente nel “pacchetto” delle quattro A, e attualmente favorito da una grande richiesta di macchinari non solo in Europa, ma anche negli USA e in Cina.

Infine, ecco il mercato del food: il settore alimentare è la vera punta di diamante delle quattro A italiane, con un record di 50 miliardi di esportazioni nel 2021 (+11%).

Lavorare nel food & beverage: come fare?

Partiamo dal presupposto che per lavorare in questo settore è necessario avere un’ottima conoscenza del mercato. Non ci si può improvvisare, e infatti nella maggior parte dei casi viene richiesto un titolo di studio. Tra i percorsi di studi da seguire, per formarsi in questo settore, si segnala anche il master in food & beverage management tenuto da RCS Academy, che oltre a fornire delle lezioni frontali permette di mettersi alla prova sul campo mediante uno stage formativo. Le professioni nel settore dell’alimentare sono davvero numerose. Basti ad esempio pensare all’ingegnere agroalimentare, che si occupa dell’intera filiera produttiva ed è in grado di coniugare le competenze tecniche con una visione economico-commerciale del mercato. Per diventare ingegneri agroalimentari occorre seguire un apposito corso di laurea. Naturalmente ci sono anche altre professioni nel settore del food & beverage, come il sommelier o il pasticcere, insieme ad altre figure come il sushiman, il personal chef, il food innovator, gli specialisti in turismo enogastronomico e i food blogger. In conclusione, le opportunità sono parecchie e offrono diversi accessi a questo settore.

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