Coronavirus: aiuti all’Italia da Taiwan

di Giuseppe Morabito – Continuano nonostante lo stato di allarme generale le giustificate critiche all’approccio dell’OMS verso Taiwan e la Cina. Secondo il Guardian un consulente di livello...

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di Giuseppe Morabito – Continuano nonostante lo stato di allarme generale le giustificate critiche all’approccio dell’OMS verso Taiwan e la Cina. Secondo il Guardian un consulente di livello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sembrerebbe aver “lasciato correre” alla domanda di un giornalista che ha chiesto informazioni sulla risposta di Taiwan alla pandemia di coronavirus, e quindi non ha risposto ad altre domande perché aveva “già parlato della Cina”.

Come purtroppo noto, Taiwan è stata esclusa dalla partecipazione all’Assemblea Mondiale della Sanità dopo forti pressioni esercitate dal governo comunista cinese.

Pechino vede Taiwan come una provincia che si è smarrita e non ha diritto al riconoscimento internazionale come entità politica separata. Le autorità comuniste vorrebbero portare l’isola sotto il loro controllo e hanno minacciato che useranno anche la forza, se necessario. Nel corso degli ultimissimi anni, il regime cinese ha aumentato la sua pressione multinazionale per convincere tutti i paesi a fare riferimento a Taiwan come parte integrante della Cina Popolare.

In particolare, un giornale di Hong Kong ha intervistato il dott. Bruce Aylward, un medico ed epidemiologo canadese, ed ex vicedirettore generale dell’OMS, che ora ne è uno tra i più qualificati consulenti. L’intervista, condotta tramite collegamento video, riguardava le risposte internazionali alla pandemia, e in particolare quelle di Taiwan, dove si è registrato un basso tasso d’infezione e un basso tasso di vittime. Alla domanda del giornalista se l’OMS riconsiderasse possibile, visto l’attuale tragica pandemia, l’adesione di Taiwan all’OMS, Aylward ha atteso per diversi secondi, prima di dire che non aveva sentito la domanda e chiedere quindi di passare ad altro. Aylward ha sintetizzato dichiarando “Bene, abbiamo già parlato della Cina e quando guardi in tutte le diverse aree della Cina, in realtà hanno fatto tutti un buon lavoro” terminando la conversazione.

Domenica scorsa l’OMS ha dichiarato che Aylward anche se non ha risposto a una domanda su Taiwan ha indicati di lavorare con esperti di salute di Taiwan e che le domande sull’adesione vanno indirizzate agli Stati membri, non al personale dell’OMS.

L’OMS, e in particolare il suo direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sono stati accusati di essere troppo deferenti nei confronti del governo di Pechino e di accettare supinamente le affermazioni dellaCina sull’epidemia di virus, nonostante le prove ormai evidenti che, inizialmente, abbia cercato di nasconderla.

A febbraio, diverse settimane dopo l’inizio della pandemia, Aylward, che ha decenni di esperienza nella lotta contro le epidemie di malattie, ha condotto una missione dell’OMS a Wuhan. In una clip condivisa dai media cinesi, Aylward ha detto che il paese sapeva cosa stava facendo e “se avessi Covid-19 vorrei essere curato in Cina”!

Dopo che il video dell’intervista è diventato virale, il ministro degli Esteri di Taiwan Joseph Wu ha affermato che l’OMS dovrebbe “mettere da parte la politica nel gestire una pandemia”.

Tutti i reports finora hanno indicato positivamente la gestione di COVID19 da parte di Taiwan. Il governo taiwanese ha dichiarato che è stato escluso dalle discussioni/confronto sui dati epidemiologici nonostante il suo successo, e afferma di aver avvertito l’OMS del rischio di trasmissione da uomo a uomo di un virus a dicembre, ma è stato ignorato.

L’OMS non ha dichiarato una pandemia fino a marzo, quando il virus aveva già raggiunto oltre 110 paesi e infettato oltre 100.000 persone. Nei giorni successivi all’intervista (in onda il 27 marzo), l’OMS ha rimosso la pagina del suo sito Web che indicava Aylward come vicedirettore generale, scatenando il dubbio che fosse una reazione all’intervista.

Tuttavia un portavoce dell’OMS ha detto al Guardian che è stato rimosso dopo una richiesta dello staff di Aylward, perché era stato interpretato erroneamente dai media. “Il tempismo è stato sfortunato poiché il video dell’intervista è diventata virale poco dopo”, ha detto lo stesso il portavoce.

La problematica dell’insofferenza della Cina Popolare alla buona immagine di Taiwan nel mondo, spesso si evidenzia in ambito Nazioni Unite, anche ora, ripeto, che con notevole allarme e preoccupazione generale è scoppiato l’allarme coronavirus. Con ottusità assoluta l’esclusione prosegue, quindi, anche oggi sotto pressione di Pechino, durante la gestione emergenziale del virus.

A oggi, non si può negare il grande supporto di Pechino al nostro paese che è tra i più colpiti dal “Virus di Wuhan” ma anche in governo di Taipei, si sta impegnando.

Gli uffici della Rappresentanza di Taiwan a Roma hanno reso noto che dopo la donazione del materiale sanitario da parte della comunità cattolica taiwanese, in governo di Taiwan ha deciso di donare sette milioni di mascherine sanitarie agli undici paesi europei che più ne hanno bisogno, e tra questi l’Italia.

Le mascherine saranno inviate alla competente agenzia dell’Unione Europea, RescuEU Stockpile, che provvederà a distribuirle ai vari paesi, compresa l’Italia. Oltre alle citate mascherine, il governo di Taipei donerà 30 respiratori, 15 all’Ospedale “Niguarda” di Milano e 15 all’Ospedale di Brescia. E’ stata inoltre data conferma del fatto che ci saranno altre donazioni di materiale sanitario da parte del governo e del popolo taiwanese all’Italia nello spirito di “Taiwan Can Help”.

I 23 milioni di abitanti di Taiwan amano e difendono con convinzione la loro libertà e la loro democrazia, duramente guadagnate. Lo stile di vita democratico dell’isola funge da modello verso cui i cinesi sparsi nel mondo tendono a ispirarsi. Ci stanno dando l’aiuto che possono, poi sarà in caso di riconoscerlo.

Foto di aiworldexplore da Pixabay

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