La Breast Unit del San Gerardo protagonista a Vienna

Anche quest’anno la Breast Unit dell’Ospedale San Gerardo è stata coinvolta nell’European Congress of Radiology, principale congresso mondiale di radiologia insieme a quello che si tiene a Chicago in...

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Anche quest’anno la Breast Unit dell’Ospedale San Gerardo è stata coinvolta nell’European Congress of Radiology, principale congresso mondiale di radiologia insieme a quello che si tiene a Chicago in dicembre.

Perseguire il continuo aggiornamento tecnologico nella Breast Unit della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori non è solo l’ampliamento e l’ammodernamento del “parco macchine” con l’introduzione di strumenti di ultima generazione per la diagnosi e cura del tumore mammario, ma anche in parallelo la continua crescita dell’expertise dei professionisti in campo senologico per poter far fruttare a favore delle pazienti le nuove metodiche.

Il dott. Riccardo Giovanazzi, Direttore della Breast Unit e della Struttura di Chirurgia Senologica, insieme alla dott.ssa Anna Abate, responsabile della struttura di Diagnostica Senologica, sono stati invitati a riportare in alcuni workshop la loro esperienza nell’ambito delle biopsie della mammella per lesioni non palpabili al loro esordio (non percepibili alla visita del medico, come le microcalcificazioni) e nella gestione del percorso delle lesioni minime, quelle molto piccole.

“Le innovazioni in ambito interventistico – sottolinea la dott.ssa Anna Abate – rappresentano oggi un grande ed importante passo avanti per la soluzione anche dei casi più complessi che richiederebbero spesso un intervento chirurgico anche solo per giungere alla diagnosi e non solo per la cura. Il “Centro Biopsie della Mammella”, area organizzativa, dove si svolge l’attività interventistica della nostra Breast Unit può fornire soluzioni alternative che aiutano il chirurgo ad un intervento minimo come la lesione da curare – asportare lo stretto necessario – al fine di preservare la maggior parte del tessuto sano e non compromettere gravemente l’esito cosmetico del seno. Possediamo un percorso di diagnosi e asportazione dei piccoli tumori della mammella molto avanzato per la presenza di dispositivi specifici per la diagnosi e la guida dell’intervento chirurgico. Abbiamo rappresentato al Congresso come asportare completamente delle lesioni con un apposito macchinario e nello stesso momento creare un percorso per asportare chirurgicamente quelle piccole lesioni che vanno oltre la capacità di rimozione del macchinario o che per tipologia, ad esempio i tumori maligni, devono venire asportati con intervento chirurgico. Per guidare questo percorso che coinvolge numerosi medici e pazienti abbiamo creato anche uno score, un punteggio, che ci permette di decidere con assoluta precisione quale strada intraprendere pur trasferendo il caso da uno specialista ad un altro e convogliando l’opinione di tutti attraverso una valutazione multidisciplinare”.

Non solo tecnologia ma strutturazione del percorso per l’impego appropriato della tecnologia nel percorso di diagnosi e cura. Per cui scaturiscono alcune riflessioni.

A chi affidarsi per le cure nel caso in di in tumore al seno? “L’offerta è ampia in Lombardia ma teniamo presenti alcuni criteri che ci possono aiutare. Certamente a un ospedale sede di una Breast Unit che possieda “in casa” tutte le tappe del percorso di cura. Questo è garanzia di una équipe che si confronta e può offrire il meglio. Dalla diagnosi radiologica e patologica fino alla radioterapia passando per la chirurgia senologica specializzata e la chirurgia plastica e il servizio di genetica. Elenco non esaustivo ma che fa capire come la Breast Unit della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, con la sua forte integrazione tra Ospedale e Università degli Studi di Milano Bicocca, offra da anni un percorso di cura di alto livello con personale dedicato e specializzato allineato con i più alti standard italiani ed europei”.

“Oggi – prosegue la dott.ssa Abate – sappiamo selezionare quelle pazienti che hanno un solo linfonodo ammalato e non asportiamo più gli altri, con conseguente minor danno per la paziente. Siamo coinvolti in uno studio che effettua dei prelievi del tumore in corso di chemioterapia per vedere come procedono le cure anche dal punto di vista molecolare. Oltre ad un altro studio che dirà sulla base di un test molecolare genetico se effettuare o no la radioterapia in alcuni sottogruppi di tumori mammari. Questo bagaglio pone il centro di senologia nelle condizioni di poter offrire le ultime innovazioni nel campo della cura del tumore al seno e una compagine di specialisti con una preparazione adeguata, per poterle erogare alle pazienti: posso avere mezzi superlativi ma non saperli sfruttare al meglio”.

“Questo progetto – conclude il direttore clinico dott. Riccardo Giovanazzi – rappresenta il nostro modo di operare che abbiamo sempre sintetizzato nel nostro motto, eccellenza fa rima con esperienza, che insieme ai colleghi delle varie specialità ospedaliere e universitarie coinvolte nelle cure pone un impegno costante per la paziente. Certamente di spicco è aver creato un Centro Biopsie della Mammella che eroga tutti i tipi di biopsia mammaria necessari anche per i casi più complessi e difficili all’interno di un contenitore operativo Diagnostica Senologica che già dalla denominazione fa comprendere come arrivare alla diagnosi oggi, dove si intercettano tumori di millimetri e non più centimetri non sia un percorso alla portata di tutte le realtà. Anche lo scorso anno si sono affidati alle nostre cure oltre 600 pazienti che si sono sottoposte ad interventi chirurgici mammari e alle cure successive oncologiche.
Migliaia si sono rivolte al percorso di diagnosi che in molti casi, fortunatamente, ha permesso di smentire il dubbio di un tumore al seno”.

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