Ucraina, grammatica dell’Inferno: il libro di Filippo Poletti

In occasione del primo anniversario di guerra, il presidente della Lombardia, Attilio Fontana ha ricevuto dal giornalista Filippo Poletti il libro ‘Ucraina, grammatica dell’Inferno’. L’autore, in oltre 200...

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In occasione del primo anniversario di guerra, il presidente della Lombardia, Attilio Fontana ha ricevuto dal giornalista Filippo Poletti il libro ‘Ucraina, grammatica dell’Inferno’. L’autore, in oltre 200 pagine, racconta il primo anno di guerra attraverso la testimonianza di 51 donne fuggite in Italia e accolte in Lombardia.

Sono più di 10 milioni, lo stesso numero degli abitanti della Lombardia, le persone fuggite di casa; 4,8 milioni sono quelle registrate per la protezione temporanea in Europa e 5,4 milioni quelle sfollate. Oltre 17 milioni hanno avuto bisogno di assistenza.

L’Italia ha accolto 145.829 profughi, l’84% donne e bambini. È un numero che corrisponde a un decimo degli abitanti di Milano. Più del 60% per cento di loro ha trovato rifugio nel nord Italia. Nel 2022 al consolato d’Ucraina a Milano sono state presentate oltre 56.000 pratiche con punte di oltre 500 al giorno.

Tra di loro c’è Halyna: “Ho 36 anni: la notizia dell’attacco all’ospedale di Mariupol del 9 marzo 2022 mi ha spinto a lasciare il mio Paese. Ho pensato che se non c’era pietà per i bambini, che sono il futuro, non ci sarebbe stata neanche per me. Ho preso l’essenziale, chiuso la porta e sono scappata in Italia”.

“In questo libro, come in altre testimonianze di guerra – ha concluso il governatore Attilio Fontana – si ripercorre un drammatico anno. Noi non abbiamo mai smesso di esprimere concretamente solidarietà all’Ucraina”.

Il libro nasce dall’incontro con Nicole, una bimba di soli 9 anni. “Il 18 marzo 2022 – ha raccontato Filippo Poletti – ero a San Donato Milanese quando la piccola, con mamma ucraina e papà italiano, mi consegna un volantino. C’è scritto ‘SOS Ucraina, i miei nonni abitano a Kherson al tredicesimo piano e vedono i carri armati, aiutatemi’. Ho sentito il desiderio di abbracciare questo popolo in tutti i modi che potevo”.

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