Per i lombardi ancora una settimana di sacrifici

Per i lombardi ancora una settimana di sacrifici. L’obiettivo è di evitare un ampia diffusione del virus Covid-19 per la salvaguardia della salute di tutti i cittadini e scongiurare...

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Per i lombardi ancora una settimana di sacrifici. L’obiettivo è di evitare un ampia diffusione del virus Covid-19 per la salvaguardia della salute di tutti i cittadini e scongiurare il collasso di alcune strutture ospedaliere come quelle di Lodi o di Cremona.

Il rallentamento dell’attività sociale e la sospensione delle lezioni scolastiche hanno lo scopo di evitare l’esplosione dei contagi.

I dati forniti ieri sera da Regione Lombardia sono di 4.835 tamponi di cui il 75 per cento è negativo, l’11 per cento positivo, il 14 per cento lo si sta ancora processando. Le persone lombarde risultate positive sono 531, di cui 235 ospedalizzati, ben 85 in terapia intensiva. Le misure che la Regione ha adottato attraverso l’ordinanza sono valide non solo per mettere sotto controllo la diffusione del virus ma per evitare che colpisca l’intera Regione. Solo un contenimento di 14 giorni permetterà di comprendere se la capacità di contagio da parte un paziente infetto verso la popolazione  passerà da 1 a 2 a 1 a 1.

Così come dichiarato dal professore Massimo Galli «la situazione non è facile occorre ridurre i contagi». Concorde il professore Antonio Pesenti «Questa malattia non è una banale influenza, è alta la percentuale di pazienti che richiede un ricovero in terapia intensiva. È una malattia che impatta molto sulle strutture sanitarie, che richiede un grande impegno da parte del personale sanitario. Credo che, per quanto la Lombardia possegga la tecnologia e le competenze per trattare questa infezione il principale provvedimento è contenere la diffusione dell’infezione stessa». (Do.Sa.)

 

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