Bonus Mobilità” i sindaci scrivono al governo

Il “Bonus Mobilità” inserito nel Decreto Rilancio non tiene conto delle specificità della Provincia di Monza e Brianza, soprattutto dei suoi comuni più grandi (ad eccezione del capoluogo),...

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Il “Bonus Mobilità” inserito nel Decreto Rilancio non tiene conto delle specificità della Provincia di Monza e Brianza, soprattutto dei suoi comuni più grandi (ad eccezione del capoluogo), che vengono di fatto esclusi dai benefici della norma pur presentando caratteristiche che meriterebbero maggiore attenzione.

Ecco, quindi, che i sindaci Alberto Rossi (Seregno), Concettina Monguzzi (Lissone) e Roberto Corti (Desio) hanno scritto una lettera formale al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte perché, in sede di conversione del Decreto, venga rimediata questa incongruenza.

Di seguito, il testo della lettera.

Prendendo spunto da quanto previsto dal cosiddetto “Decreto Rilancio”, in particolare dall’art. 205 sulla mobilità sostenibile, volevamo sottolineare come i nostri Comuni, che a stretto dettato normativo non rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo del Decreto, meriterebbero una maggior considerazione in ragione di alcune peculiarità che andiamo a dettagliare.

Seregno, Desio e Lissone (tutti nella Provincia di Monza e Brianza) sono tre comuni contigui, caratterizzati da una urbanizzazione che procede sui tre territori senza soluzione di continuità (135 mila abitanti – insieme, la terza città di Lombardia – in 37chilometri quadrati). Dalle tre stazioni ferroviarie dei tre Comuni, ogni giorno più di trentamila persone raggiungono la città di Milano, e a queste vanno aggiunte altre migliaia che utilizzano altri mezzi di trasporto pubblico e quanti utilizzano i mezzi propri (la Strada Statale 36 che attraversa i nostri territorio è uno dei tratti stradali più trafficati d’Italia).

Questo intenso movimento verso la città di Milano si sovrappone ad un intenso traffico interno ai nostri Comuni e con i Comuni circostanti: sui nostri territori sono presenti attività produttive, importanti attività commerciali all’ingrosso e al dettaglio, scuole secondarie superiori che richiamano studenti da tutta l’area briantea.

I nostri Comuni sono caratterizzati da dinamici centri storici, molto frequentati per raggiungere i negozi di vicinato (un patrimonio economico e di relazioni sociali da tutelare e sostenere fortemente in questa fase di rilancio), frequentare bar e ristoranti, andare a scuola e in ufficio, frequentare giardini pubblici, strutture sportive, recarsi presso i nostri municipi e gli uffici che erogano servizi alla comunità.

Sono centri da raggiungere e frequentare prevalentemente a piedi e in bicicletta ed è quindi oltremodo importante poter riconoscere un sostegno economico ai nostri concittadini intenzionati a lasciare a casa la propria auto.

Inoltre, le scriventi amministrazioni stanno perfezionando un accordo intercomunale di collaborazione in tema di mobilità sostenibile. Tra gli obiettivi da realizzare nel breve, medio e lungo termine vi è un articolato elenco di azioni a favore della mobilità ciclabile ed elettrica (nuovi percorsi ciclabili di collegamento intercomunale, realizzazione bicistazioni, marketing territoriale e campagne di comunicazione, nuove aree di sosta e posteggio bici, colonnine elettriche di ricarica, …).

A fronte di questa situazione, i cittadini dei nostri Comuni non possono beneficiare del Bonus Mobilità. Non possono, i nostri cittadini, beneficiare di questo Bonus perché ciascuno dei nostri Comuni ha una popolazione compresa tra i 42 ed i 46 mila abitanti e perché, amministrativamente, facciamo parte della Provincia di Monza e della Brianza e non della Città Metropolitana di Milano.

Non possono beneficiarne i nostri cittadini, mentre possono beneficiarne gli abitanti di città come, solo per fare qualche esempio, Perugia, Campobasso e Potenza, che presentano problematiche di mobilità non certamente più complesse di quelle che riguardano i nostri territori. E non sono città nemmeno tanto più grandi delle nostre (Campobasso non conta 50 mila abitanti).

Crediamo che il dato testuale generale della norma tradisca, nel caso dei nostri Comuni, lo spirito che con la regola si voleva perseguire. Chiediamo, quindi, attenzione e il giusto sostegno e che in uno dei prossimi interventi quella che, secondo noi, è un’incongruenza, venga in qualche maniera corretta.

Segnaliamo infine che tra le proposte di ANCI riguardo la mobilità per l’emergenza COVID era anche inserito il doppio senso ciclabile, che purtroppo è stato omesso dal decreto rilancio. La richiesta ANCI prende come riferimento quanto discusso nella IX Commissione permanente Trasporti, poste e telecomunicazioni, in cui si discuteva su alcune modifiche del Codice della Strada. Alcune, tra l’altro, inserite nel decreto, come la “casa avanzata” per le bici agli incroci semaforici. Cogliamo dunque l’occasione anche per richiedere la modifica del Codice della strada con l’introduzione del doppio senso ciclabile, come indicato nella nota ANCI”.

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