A Seregno mostra fotografica di Gian Butturini

SEREGNO – Dall’8 al 16 ottobre 2002, la mostra fotografica di Gian Butturini “Libri al rogo. Il caso London” negli spazi della Galleria Civica Ezio Mariani, che ripropone le...

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SEREGNO – Dall’8 al 16 ottobre 2002, la mostra fotografica di Gian Butturini “Libri al rogo. Il caso London” negli spazi della Galleria Civica Ezio Mariani, che ripropone le immagini fotografiche provenienti dal reportage Strange and familiar Britain as revealed by international photographers.

Gian Butturini (1935-2006) 

Inizia la sua attività a Brescia negli anni ’50 come grafico pubblicitario. Fonda lo studio VARO con Luciano Salodini nei locali del pittore Carlo Salodini. Nel 1957 insegna psicologia dei colori e della figura presso ENPI. Progetta fino al 1969 campagne pubblicitarie di livello nazionale ed internazionale per BREDA Meccanica, Arredamenti di Ponte San Pietro subentrando a Max Huber, Beloit Italiana, F.lli Rossetti, A. Manzoni & C. Riceve Premi Internazionali per la Grafica. Ottiene riconoscimenti al Circolo della stampa di Milano per BREDA e Premi al Convegno di Pallanza dalla YAIA. Viene premiato alla mostra dell’Art Director presso Palazzo Reale di Milano. In seguito nel 1967 Premio Philips e Menzione Speciale alla Biennale Internazionale di grafica di Varsavia nel 1974. Dal 1966 al 1978 è membro dell’Art Director Club di Milano.

Nel 1969 la svolta: con LONDON BY GIAN BUTTURINI inizia il cammino del photoreportage e abbandona per scelta culturale la pubblicità sperimentando la grafica libera dalla commissione. Il book LONDON ispirato alla Beat Generation diviene presto un cult del fotogiornalismo internazionale.

Dopo LONDON l’autore si impegna in grandi reportage fotografici e video che lo conducono nell’Ulster, a Cuba, in Cile prima nel periodo di Salvador Allende, in diversi altri Paesi del Sud America, in Spagna, Portogallo, Algeria e Sahara occidentale. Nel 1972 lo troviamo a Belfast dove documenta la repressione inglese.

Dal 1974 al 1976 lavora con l’équipe di Franco Basaglia documentando le fasi iniziali più significative della rivoluzione psichiatrica che porterà nel 1978 alla legge per la chiusura dei manicomi. Pubblica “TU INTERNI … IO LIBERO”. Per trent’anni seguirà le evoluzioni della nuova psichiatria con i successori di Basaglia a Trieste.

Testimone delle vicende italiane e non di fine XX secolo, gira cortometraggi a Bologna dopo la strage alla stazione, a fianco dei minatori inglesi in sciopero, in Cile al seguito di Giovanni Paolo II, nei Balcani degli anni ’90, nel Chiapas in rivolta, in Eritrea, in India. Nel suo ultimo reportage, nel 2006, torna a Trieste a trent’anni dalla morte di Basaglia, per documentare il lavoro del Centro di Salute Mentale.

Il suo lavoro è custodito e tramandato dall’Associazione Gian Butturini, fondata dai figli Marta e Tiziano.

Il caso LONDON.

Nel 2013 il fotografo inglese Martin Parr scopre su una bancarella il volume London di Gian Butturini e se ne innamora al punto di rieditarlo, nel 2107, in edizione inglese e di esporne alcune immagini alla mostra “Strange and familiar Britain as revealed by international photographers”, nel 2016 al Barbican Centre di Londra e nel 2017 alla Manchester Art Gallery. In una selezione di 23 autori non inglesi che avevano fotografato il Regno Unito a partire dal 1930, Gian Butturini era l’unico italiano presente, insieme a nomi del calibro di Henry Cartier-Bresson, Robert Frank, Paul Strandt, Raymond Depardon.

Un dittico presentato in mostra suscita, però, scalpore: estrapolato dal contesto, è accusato, attraverso una campagna mediatica, di razzismo. Le pressioni sono tali che Martin Parr dà le dimissioni da direttore del Bristol Photo festival e la casa editrice Damiani, che aveva ristampato il volume del 1969, destina al macero le copie rieditate di London. Parte, quindi, una sorta di caccia alle streghe, svoltasi per lo più sui social, in cui non si tiene conto né del contesto né del periodo in cui le fotografie sono state scattate e tantomeno del lavoro di Gian Butturini, persona sempre attenta agli ultimi e alle fasce più deboli della società. Nella foto incriminata, Butturini parla di una condizione di disumanità, non di razzismo. Il suo lavoro, qui in mostra, rappresenta un capolavoro di fotografia e grafica, ed è volutamente provocatorio e sarcastico.

Libri al Rogo

Il Caso London di Gian Butturini – Seregno, Galleria Civica Ezio Mariani (Via Cavour, 26)

8-16 ottobre 2022 – Orari: da martedì a sabato ore 16-19; domenica ore 10-12 e 16-19. Ingresso libero. Inaugurazione: Sabato 8 ottobre ore 18 – Sala Civica monsignor Gandini – Intervengono Tiziano Burattini (figlio di Gian Butturini) e Gigliola Foschi (critica fotografica).

Photocredits

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