Vimercate: riprende l’attività chirurgica

Anche per l’Ospedale di Vimercate la fase 2 significa riprendere gradualmente tutte le attività che sono state messe in stand by nelle settimane interessate dalla crisi sanitaria: ad...

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Anche per l’Ospedale di Vimercate la fase 2 significa riprendere gradualmente tutte le attività che sono state messe in stand by nelle settimane interessate dalla crisi sanitaria: ad esempio quella chirurgica in elezione (quella di urgenza non è stata mai interrotta). La ripartenza sta coinvolgendo diverse specialità.

vimercate

La Chirurgia Generale, diretta da Christian Cotsoglou, ha registrato nelle ultime quattro settimane oltre una decina di interventi chirurgici addominali oncologici ad alta complessità che hanno interessato stomaco e colon, oltre al pancreas e alle vie biliari.

La ripresa è avvenuta anche in Chirurgia Toracica, compresa all’interno della Divisione di Chirurgia Generale, con l’esecuzione di 12 interventi (in toracoscopia e toracotomia), tutti andati a buon fine. La Chirurgia Toracica ha avuto, inoltre, un ruolo chiave nel trattamento di alcuni pazienti selezionati, affetti da Covid-19, che hanno manifestato episodi di pneumotorace spontaneo.

Da non dimenticare anche gli interventi chirurgici minori riguardanti le patologie di parete, quali ernie e laparoceli (circa 20 casi) e la chirurgia proctologica. Uno degli obiettivi della Chirurgia di Vimercate è infatti, oltre all’esecuzione di operazioni ad alta complessità, quello di ridurre significativamente la lista di attesa per questo genere di patologia. “Lo stop chirurgico di questo periodo – spiega Cotsoglou – ha fisiologicamente incrementato la lista d’attesa dei pazienti oncologici. Si prospettano settimane di intenso lavoro, ma la mia equipe ed io siamo pronti per tornare in sala operatoria”. Nelle prossime settimane infatti saranno eseguiti 14 ulteriori interventi chirurgici per tumori della testa del pancreas e del colon e sul fegato, per tumori primitivi o metastasi.

Anche in Ortopedia, diretta da Roberto Zorzi, si è iniziato ad operare pazienti con fratture provenienti dal Pronto Soccorso. “Abbiamo ripreso a trattare – spiega il primario – le complicanze riferibili a pazienti operati in periodo pre Covid che non avevano potuto presentarsi ai controlli ambulatoriali programmati”. Il trattamento chirurgico delle fratture e di altre patologie ortopediche nel mese di maggio ha comportato un utilizzo totale di 18 sale operatorie, con 50 interventi effettuati.

Vale la pena ricordare che in tutto il periodo dell’emergenza sanitaria da coronavirus gli ambulatori divisionali e di ortopedia pediatrica hanno continuato a prestare attività specialistica, seppure in quantità e a ranghi ridotti.

Già, perché i chirurghi (generali, ortopedici e di altre specialità hanno supportato in quasi tre mesi i colleghi più direttamente impegnati nella gestione della crisi, in Pronto Soccorso come nei reparti. Al pari dei chirurghi di Otorinolaringoiatria. “Tra marzo e aprile – racconta Francio Parmigiani, direttore della struttura – abbiamo eseguito oltre 35 tracheotomie nei pazienti COVID in Rianimazione, e di conseguenza abbiamo gestito lo svezzamento nei vari reparti di degenza per quelli che ne sono usciti.

A maggio abbiamo, poi, iniziato lentamente l’attività chirurgica che per tutto il mese è stata dedicata alla gestione dei casi solleciti che si erano accumulati. In questi ultimi giorni – aggiunge il primario – pur con tutte le remore di sicurezza del sistema, grazie ad una maggiore agibilità delle sale operatorie, stiamo avviando l’attività di elezione chiamando i pazienti che erano stati messi in attesa con accertamenti già eseguiti prima dell’esplosione della pandemia”.

“Dovremo affrontare un accumulo di richieste di visite, di prestazioni diagnostiche e di interventi chirurgici che, molto probabilmente, farà lievitare i tempi d’attesa – confessa Parmigiani che è anche Direttore del Dipartimento Chirurgico. “Sono comunque orgoglioso di constatare – dichiara – che siamo riusciti a gestire tutte le situazioni problematiche inerenti alla nostra specialità, non solo quelle che si sono presentate spontaneamente alla nostra attenzione, ma anche quelle che ci sono state inviate da altri centri”.

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