Disturbi della nutrizione, l’impegno di Ats Brianza

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) sono al centro di azioni specifiche da parte della Ats Brianza oltre ad essere oggetto anche recentemente di interesse e di...

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I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) sono al centro di azioni specifiche da parte della Ats Brianza oltre ad essere oggetto anche recentemente di interesse e di importanti interventi normativi a livello nazionale e regionale, dato il loro riconoscimento quali patologie ad esordio precoce e delle importanti implicazioni in merito al percorso di diagnosi e cura.

Si tratta di disturbi che necessitano di un approccio specialistico, multidisciplinare e multi-professionale. Questi disturbi, infatti, si collocano nell’area delle patologie di competenza psichiatrica, ma comportano anche danni sulla salute fisica, presentano alto rischio di cronicizzazione e, specie nel caso dell’anoressia, in alcuni casi pongono la persona a rischio di vita.

“L’obiettivo di ATS Brianza – sottolinea il Direttore Generale Carmelo Scarcella – è implementare sul territorio della nostra Agenzia la rete dei servizi per la diagnosi, cura e riabilitazione dei DNA, così da arrivare ad una presa in carico secondo continuità di cura e appropriatezza delle varie tipologie di pazienti, a partire da quanto emerge dalla mappatura che abbiamo eseguito sulle realtà esistenti sul territorio”.

Mappatura dalla quale emerge come il territorio sia caratterizzato da una significativa disomogeneità relativamente all’offerta di servizi/progetti per la diagnosi e cura dei DNA nei minori e negli adulti.

Attraverso la SC Epidemiologia, ATS Brianza ha analizzati i dati epidemiologici del territorio, relativi al tema specifico.

Da tale analisi emerge la conferma della prevalenza di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione nelle persone di sesso femminile nella fascia d’età 15-39 anni (con una percentuale pari allo 0,2% della popolazione generale).

Con riferimento alle strutture che rispondono ai bisogni del territorio per la specifica area di patologia, emerge in sintesi come vi siano da un lato territori nei quali le strutture afferenti alle ASST/IRCCS si connotano come principale riferimento per i pazienti, minori e adulti, con DNA residenti sul territorio specifico; dall’altro si rilevano territori caratterizzati dal fenomeno della migrazione verso altre ASST/IRCCS limitrofi.

Gli Enti privati accreditati emergono come attualmente poco incidenti nell’erogazione di interventi di diagnosi e trattamento/cura/riabilitazione dei DNA.

In generale il territorio, in particolare della Provincia di Monza, mostra dai dati epidemiologici una migrazione verso servizi di ATS Milano e, in modo più contenuto, di ATS Insubria.

Con riferimento specifico ai ricoveri nel periodo oggetto di analisi dei dati emerge come nel 79% dei casi i pazienti vengano ricoverati in strutture del territorio di ATS Brianza, nel 12% dei casi in strutture extraterritoriali (verso servizi di ATS Milano e in modo più contenuto di ATS Insubria) e infine nel 9% dei casi in strutture fuori regione (soprattutto presso struttura “Villa Maria Luigia” – Emilia Romagna).

“Un target prioritario di ATS Brianza – continua il Dr. Carmelo Scarcella – è potenziare i Dipartimenti di Salute Mentale e Dipendenze delle ASST e IRCCS del territorio, implementando gli interventi per l’intercettazione precoce, la diagnosi e la cura dei soggetti a rischio o con quadro di DNA, riducendo così il tempo intercorrente tra comparsa dei sintomi iniziali e la presa in carico da parte dei servizi e garantendo interventi specifici e appropriati”.

Gli studi mostrano infatti come la diagnosi precoce, unita a trattamenti efficaci, inseriti in una presa in carico di lungo periodo, siano elementi in grado di modificare positivamente il decorso naturale del disturbo. Una maggiore durata di malattia prima dell’avvio dei trattamenti costituisce d’altro canto un elemento rilevante e condizionante negativamente la prognosi.

I pazienti affetti da DNA, inoltre, rispondono a trattamenti ambulatoriali nella maggioranza dei casi, mentre una quota minoritaria, stimata nel 30% (fonte Quaderni del Ministero della Salute, n. 17/22 luglio–agosto 2013) necessita di interventi più intensivi.

Nell’ottica di ampliare in capillarità ed efficienza la rete territoriale di servizi per DNA, ATS Brianza, attraverso i finanziamenti ministeriali e regionali, sostiene il potenziamento dei servizi di diagnosi e cura già attivi e già articolati in servizi in cui opera un’équipe funzionale multidisciplinare e multidimensionale, l’avvio del livello ambulatoriale nei territori ad oggi sprovvisti dove opererà un’équipe funzionale multidisciplinare e, laddove possibile, la creazione di equipe integrate per la fascia d’età compresa tra i 14-25 anni in cui siano compresi psichiatra e neuropsichiatra infantile.

Le progettualità individuate con ASST Brianza, ASST Lecco e IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza, prevedono l’attivazione di servizi di primo e secondo livello, secondo un modello HUB and SPOKE, dove ogni ASST/IRCCS pubblico dovrà garantire équipe multi-professionali dedicate al DNA in grado di effettuare la presa in carico di primo livello, con attenzione a garantire la presenza di figure competenti sulle problematiche internistiche e nutrizionali, e dove i centri di secondo livello siano di riferimento per i cittadini dell’intero territorio ATS.

Le progettualità individuate prevedono altresì la realizzazione di interventi di formazione del personale dei servizi della rete destinati alla presa in carico, diagnosi, trattamento e riabilitazione dell’utenza incrementando le competenze dei professionisti, nonché la valorizzazione e il coinvolgimento delle realtà associazionistiche di settore (pazienti e familiari) che operino in stretta collaborazione con i servizi in particolar modo in azioni di informazione e sensibilizzazione della popolazione.

ATS Brianza sta inoltre procedendo ad attivare un tavolo della rete di cura per i DNA che avrà la finalità di recepire e diffondere nel territorio le linee di indirizzo regionali per il contrasto ai DNA, definire bisogni e interventi sul territorio, nonché promuovere azioni per la formazione degli operatori e per la sensibilizzazione nel territorio di competenza, in accordo con le indicazioni regionali.

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