Covid, medici brianzoli invitati in Canada

La gestione, all’ASST di Vimercate, della crisi sanitaria dettata dall’esplosione del Covid alla base di tre studi clinici. La prima ricerca vede la partecipazione di Giuseppe Vighi, Direttore...

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La gestione, all’ASST di Vimercate, della crisi sanitaria dettata dall’esplosione del Covid alla base di tre studi clinici. La prima ricerca vede la partecipazione di Giuseppe Vighi, Direttore della Struttura di Medicina Generale e del Dipartimento internistico Specialistico, e Mauro Venegoni, suo collaboratore.
I due sono stati invitati, dall’Università di Ottawa, in Canada, ad essere partner scientifici di un progetto internazionale, che si prefigge di identificare precocemente i casi di COVID-19 utilizzando l’Intelligenza Artificiale e strumenti di Machine Learning.

Alla ricerca parteciperanno specialisti da tutto il mondo, sulla base della loro esperienza nel corso dell’emergenza da coronavirus. Quella dei due specialisti dell’Ospedale di via Santi Cosma e Damiano (gli unici italiani invitati a dare un contributo al progetto) è la conferma, spiega Vighi, di come “l’esperienza della ASST di Vimercate sia stata tenuta in grande conto dai colleghi canadesi, per l’approccio e la gestione dell’epidemia di COVID 19 nei mesi scorsi”.

Gli altri due studi (conclusi) hanno visto, nel corso del periodo segnato dall’emergenza da coronavirus, la partecipazione della struttura di Anestesia e Rianimazione, diretta da Giorgio Gallioli.
Per la prima ricerca, promossa dall’Università di Milano Bicocca, sono stati “arruolati” 23 pazienti con diagnosi di polmonite Covid-correlati che hanno avuto la necessità di supporti ventilatori non invasivi. I risultati della ricerca che ha coinvolto oltre all’Ospedale di Vimercate altri 37 centri ospedalieri, sono compresi in un lavoro in via di pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale JAMA (Journal of the American Medical Association).

Anche il secondo studio è stato multicentrico. Promosso dall’Università degli Studi di Milano, ha coinvolto le terapie intensive lombarde e arruolato quasi 1600 malati Covid, lì ricoverati. “Oltre ad approfondire la conoscenza sui pazienti che hanno richiesto cure intensive, con diverse tipologie di ventilazione – spiega il primario – sono stati anche illustrate la caratteristiche demografiche e cliniche dei malati arruolati, stimate le incidenze, descritto l’outcome dalla terapia intensiva e dall’ospedale”.
I dati raccolto per questo secondo studio sono stati raccolti in lavoro in via di pubblicazione sempre sulla rivista JAMA.

Foto di festivio da Pixabay

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