Bellusco, al via la Sagra di Santa Giustina

Bellusco – Al via la Sagra di Santa Giustina, che si tiene ogni anno in settembre in onore della Santa martire vissuta nei primi secoli dopo Cristo, il...

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Bellusco – Al via la Sagra di Santa Giustina, che si tiene ogni anno in settembre in onore della Santa martire vissuta nei primi secoli dopo Cristo, il cui Corpo Santo è custodito nella chiesa parrocchiale dal 1808.

La Sagra di Bellusco prevede numerosi eventi di aggregazione, cultura e divertimento per tutto il mese di settembre, ma il cuore della Festa resta il Palio di Santa Giustina, una tradizione istituita nel 1955 in onore della Santa, giunta alla 51esima edizione, unica nel suo genere, che attira visitatori da ogni parte d’italia: il paese è diviso in otto rioni e decine di volontari per tutta l’estate preparano carri biblici fiorati in onore della Santa. Nel secondo fine settimana di settembre sfilano e una giuria tecnica, diversa ogni anno, decreta il vincitore. Nel 2018 la tradizione, interrotta per un certo periodo, ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni.

Il tema proposto quest’anno dal parroco don Valerio Fratus è vasto, è “quello dei piccoli”, ovvero quelli che non hanno voce, che nessuno ascolta, che vengono umiliati, calpestati, sottovalutati. I volontari dei Rioni hanno affrontato il tema riflettendoci in vario modo, in particolare meditando sulle forme di povertà contemporanea, quella economica, quella culturale, quella sociale, quella di relazione con un invito ad incontrare diverse condizioni di sofferenza ed emarginazione in cui vivono tante persone che abitualmente vengono chiamate genericamente “poveri”.

“La nostra festa patronale ha radici antiche – racconta il presidente del Comitato Palio Santa Giustina, Mariangela Rota -, è stata istituita più di duecento anni fa. Il Palio di Santa Giustina, ha festeggiato lo scorso anno la cinquantesima edizione: cambia, ma resta unico nel suo genere, e sempre attuale. In un mondo in cui va tutto veloce e in cui ci si ferma poco a riflettere sulle cose è bello riscoprire ogni anno una tradizione che unisce il passato, il presente e il futuro, attraverso l’esperienza dei veterani e l’arrivo di nuovi volontari con voglia di imparare”.

CHI E’ SANTA GIUSTINA? Santa Giustina, una Santa romana in Brianza

Santa Giustina è una giovanissima vergine martire vissuta nei primi secoli dopo Cristo. Il suo Corpo Santo è in paese dal 1808, custodito in chiesa, sotto l’altare. In suo onore è stata istituita la festa patronale la prima domenica di settembre, spostata alla seconda domenica di settembre nel 1968. Nel 1955 è stato ideato anche il Palio di Santa Giustina, in suo onore, giunto quest’anno alla 51esima edizione.

“Di lei – racconta il parroco don Valerio Fratus – abbiamo poche notizie storiche: sappiamo che doveva esser una ragazzina vissuta nei primi secoli dopo Cristo, fu ritrovata allo scadere del XVII secolo nelle catacombe di San Calepodio vicino a Roma. Non aveva accanto a sé nessuna iscrizione che indicasse il suo nome, il supplizio subito, l’epoca del martirio. C’era solo un piccolo vaso, il vas sanguinis, segno che era stata martirizzata. Il Papa Innocenzo XII le diede il nome di Justa, che significa Santa e anche esemplare, ad indicare la sua  rettitudine davanti a Dio e agli uomini ed il suo coraggio nel dare la vita per Cristo. Poiché le ossa ritrovate vennero riconosciute appartenenti ad una fanciulla, venne chiamata “piccola Santa”, da cui il nome di Justina. Giustina fu proclamata Santa Vergine”.

Due belluschesi, Angelo Arlati e Maria Teresa Vismara, hanno ricostruito nelle loro ricerche storiche, quel che successe alla Santa prima del suo arrivo in paese. “Nel 1702 Papa clemente XI dona la Santa all’abate don Pietro Scotti che a sua volta la cede alla nobile milanese Caterina del Conte. Fino al 1808 le reliquie della Santa rimasero a Milano in diversi luoghi di culto, suscitando grande devozione popolare. Don Luigi Alemanni, parroco di Bellusco e milanese di nascita, “spinto da vivo desiderio di arricchire la sua chiesa Parrocchiale di qualche preziosa e rara reliquia”, chiede a monsignor Carlo Bianchi, prevosto di Sant’Ambrogio e Vicario generale della Curia, di far dono del corpo di Santa Giustina a Bellusco. Il corpo di Santa Giustina, deposto in una cassa chiusa con due grandi cristalli, viene rimosso dalla chiesa di San Donnino, sua ultima collocazione milanese, la sera del 26 luglio 1808 e collocato per la notte in una casa non molto distante. Il trasferimento a Bellusco avviene la mattina del 27 luglio del 1808 su una carrozza, accompagnata dal parroco don Alemanni e accolta a Bellusco da una processione con la confraternita del SS. Sacramento “co’ lumi accesi” per condurla nella chiesa a San Martino”. Così quella Santa romana arrivò in Brianza.

L’indulgenza plenaria

Chi va a pregare la Santa nei giorni di festa ottiene anche una indulgenza plenaria e la remissione dei peccati.  Nel 1815 infatti Papa Pio VII aveva concesso l’Indulgenza Plenaria e remissione di tutti i peccati a quei Fedeli dell’uno e dell’altro sesso, i quali veramente pentiti, confessati e comunicati, visiteranno divotamente la chiesa Parrocchiale di San Martino di Belusco nel giorno della Festa di Santa Giustina Martire, che si celebrerà nella Prima Domenica di Settembre, ed ivi pregheranno Dio per la concordia fra Principi Cristiani, per l’espiazione delle eresie, e per l’esaltazione della S. Madre Chiesa”. Solo nel 1968, per volontà del parroco don Giorgio Colombo, la festa fu spostata alla seconda domenica di settembre. Ma la processione resta ancora, nel 2019, la prima domenica di settembre.

Un belluschese, Vincenzo Parolini, è riuscito a recuperare il testo storico dell’indulgenza grazie ad un amico bolognese che la notò in un’asta e la acquistò.

 LA CURIOSITA’: una “grazia singolarissima”

 Don Carlo Pellegrini, nel suo libro “Belusco nella Pieve di Vimercate”,  nel 1903 ricordava che “anche nei paesi circonvicini si sparse la devozione alla Santa martire Giustina, che elargì a molti grazie specialissime”. Ed è lui stesso a raccontare un episodio che ha come protagonisti  alcuni membri della nobile famiglia Scotti di Milano.

Dalla loro villeggiatura di Oreno essi conobbero le grandi feste celebrate a Belusco per la Santa, ed il parroco Alemanni nelle diverse sue suppliche al Papa ebbe bisogno di raccomandarsi al duca Carlo Scotti che a Roma occupava cariche nella corte pontifica. Nell’inverno 1822 una figlia del duca Carlo Scotti di nome Edoarda di pochi anni cadde malata gravemente “e già” così scriveva il padre al parroco Alemanni, “si tenevano pronti in casa a dare tutte le disposizioni da un momento all’altro, onde non mancare il tempo dopo la morte a procurarsi i necessari recapiti per travestire il cadavere fuori di stato, ai sepolcri di famigli, sul novarese”, quando, dopo aver pregato assai S. Giustina per la bimba inferma, con una grande consolazione della famiglia migliorò e guarì. Una guarigione cosi straordinaria, dice il padre, benché non si ardisca a chiamarla miracolosa, non essendo stata né istantanea, né accompagnata da circostanze per definirla tale, sarebbe però una vera ingratitudine il non riconoscerla per una grazia singolarissima, come davvero la riconosciamo”.

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