Ucciso dal coronavirus l’ex Sindaco di Monza Moltifiori

Ha perso la vita, ucciso da questo maledetto Covid-19, il già Sindaco di Monza, Aldo Moltifiori. L’ex primo cittadino, scomparso all’età di 78 anni, fu Sindaco del capoluogo...

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Ha perso la vita, ucciso da questo maledetto Covid-19, il già Sindaco di Monza, Aldo Moltifiori. L’ex primo cittadino, scomparso all’età di 78 anni, fu Sindaco del capoluogo brianzolo dal dicembre 1992 ai primi mesi del 1995.

Moltifiori, uno dei primi sindaci leghisti in una città capoluogo, fu a capo a Monza di una coalizione eterogenea, che comprendeva oltre alla Lega i liberali, i radicali, i verdi con l’appoggio esterno degli ex-comunisti del PdS. Si trattò di una fase politica davvero sperimentale per la città e per il Paese, che giungeva dopo gli anni di Tangentopoli e la decadenza prima dei termini del Consiglio Comunale monzese, fino ad allora guidato da una maggioranza DC – PSI.

Il Comune di Monza, dal Sindaco Allevi a tutti gli amministratori, ha espresso in una nota il proprio cordoglio: “Primo «Borgomastro» cittadino, Moltifiori era appassionato di storia della cultura e dell’identità brianzola e fu tra i primi ad avviare un percorso di valorizzazione e di riscoperta del Parco e del complesso monumentale della Villa Reale. A Palazzo Municipale aveva avviato da antesignano un importante progetto di digitalizzazione della macchina burocratica che proprio in quel momento cominciava un lento processo di modernizzazione anche telematica delle procedure.

«Resterà per sempre – ha ricordato Dario Allevi – il suo amore per la città e per le sue tradizioni, oltre ad una dote spiccata di pragmatismo che ha lasciato il segno in questo Palazzo».

“Con Moltifiori Sindaco – spiega il capogruppo monzese della Lega, Cesare Gariboldi – la città visse un periodo di grande novità e di positiva trasformazione. I temi dell’ambiente e dell’innovazione occupavano i primi posti nell’agenda politica, in un clima di sincero entusiasmo di cui Moltifiori era il perfetto interprete. Aldo aveva un rapporto speciale con i cittadini, di cui si interessava in prima persona. Armato di telefono cellulare, strumento che iniziò a diffondersi proprio in quegli anni, non era difficile vederlo chiamare i dirigenti comunali immediatamente dopo la segnalazione di un problema da parte di un cittadino o di un commerciante monzese. Il suo modo diretto e concreto di far politica tracciò la strada per tanti amministratori pubblici. Arrivando poi dal settore privato (era dirigente della Digital, multinazionale nel settore delle nuove tecnologie), il suo approccio era manageriale, orientato a portare nel pubblico l’efficienza e le buone pratiche dell’imprenditoria privata, contro ogni forma di inutile burocrazia. Inoltre parlava perfettamente inglese, altra qualità ancora oggi sconosciuta alla maggior parte dei politici italiani”.

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