Spacciatore “tradito” dal Gps dell’auto noleggiata

Alla centrale operativa dei carabinieri di Seregno è arrivata negli scorsi giorni una segnalazione di un’autovettura noleggiata a fine agosto per la quale pendeva una denuncia per appropriazione...

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Alla centrale operativa dei carabinieri di Seregno è arrivata negli scorsi giorni una segnalazione di un’autovettura noleggiata a fine agosto per la quale pendeva una denuncia per appropriazione indebita.

Il mezzo, una Mercedes Classe A 180, era infatti stato affittato il 27 agosto scorso in un rent-a-car, nelle adiacenze della stazione centrale di Milano. Trascorsi i tre giorni del contratto di noleggio però, nessuno si è ripresentato per la restituzione dell’auto senza.

Dopo un mese di ripetuti e infruttuosi solleciti, nel primo pomeriggio di ieri, il responsabile del parco auto della società di noleggio, una s.r.l. con sede a Napoli, ha sporto denuncia ai carabinieri del capoluogo partenopeo.

I militari, verificata la posizione grazie alla geolocalizzazione fornita dal gps montato sul mezzo che collocava la vettura a Seregno, hanno immediatamente attivato il comando brianzolo per ricercarlo.

Inviati in via Aurelio Saffi, in breve tempo i carabinieri della sezione radiomobile hanno individuato la Classe A parcheggiata sul bordo strada con a bordo due soggetti di origine nordafricana, identificati poco dopo in un 19enne e un 25enne, entrambi marocchini.

Sul primo, in particolare, è stata subito rinvenuta la chiave del mezzo – e pertanto se ne evinceva il possesso – e la somma contante di € 2.400. La successiva perquisizione veicolare ha poi permesso di trovare nascosti nella macchina 15 dosi di cocaina, 6 telefoni cellulari e materiale per il taglio e il confezionamento della sostanza, il tutto attribuibile proprio al 19enne.

Il giovane è stato quindi arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e trattenuto nella caserma di Seregno in attesa dell’udienza di convalida e del processo per direttissima che si terrà nella mattinata odierna al tribunale di Monza.

Circa il mezzo noleggiato, l’indagato inizialmente ne ha negato il possesso per poi, una volta trovata la chiave nelle sue tasche, ammettere che sarebbe stato noleggiato da un suo amico – verosimilmente un prestanome – che avrebbe “dimenticato” di restituirla.

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