L’Inno alla Vita di Spadea all’ospedale di Vimercate

E’ stata installata presso l’ospedale di Vimercate l’opera “Inno alla Vita” di Roberto Spadea, artista di origini monzesi, ma di profilo internazionale. L’installazione sarà permanente: rappresenta tre camici trattati...

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E’ stata installata presso l’ospedale di Vimercate l’opera “Inno alla Vita” di Roberto Spadea, artista di origini monzesi, ma di profilo internazionale. L’installazione sarà permanente: rappresenta tre camici trattati in resina, con i colori della bandiera italiana.

Spadea è già conosciuto in via Santi Cosma e Damiano. Nel marzo dello scorso anno, l’area del Pronto Soccorso aveva ospitato una sua mostra (“Autismo in blue jeans”), realizzata in collaborazione con 40 ragazzi autistici. Qualche mese dopo un’altra installazione di Spadea è stata allestita in uno spazio verde, adiacente all’ingresso dell’Ospedale.

L’artista è un appassionato sperimentatore: ha provato tutte le tecniche pittoriche, passando dall’olio all’acrilico e al materico e specializzandosi nell’impiego di resine, materiale da lui preferito per installazioni e opere.

Spadea è stato accolto da Nunzio Del Sorbo, Giovanni Monza, Roberta Labanca e Guido Grignaffini, rispettivamente Direttore Generale, Direttore Sanitario, Direttore Amministrativo e Direttore Socio Sanitario dell’ASST. Presente anche Tiziana Fraterrigo, primario del PS.

“La donazione artistica di Spadea – spiega Del Sorbo – è un ulteriore riconoscimento per l’attività svolta dai nostri professionisti sanitari, nel corso dell’emergenza da coronavirus. E’ una bella testimonianza di come anche la cultura abbia chiaramente percepito lo sforzo fatto dai nostri ospedali per garantire una adeguata gestione della crisi”.

“Quest’opera, intitolata “Inno alla vita” – racconta Spadea – nasce dalla profonda commozione suscitata in me dalle immagini continuamente proposte dai media riguardo la terribile pandemia della quale il mondo intero è vittima. Il sovraffollamento degli ospedali, presi d’assalto da centinaia di nuovi malati, ha rimesso in evidenza il ruolo fondamentale di medici ed infermieri, importante ogni giorno ma mai come in questo periodo. Schierati in prima linea e con poche protezioni, i professionisti del reparto sanitario combattono un nemico invisibile e, per molti, purtroppo letale. Il camice bianco, da sempre simbolo per eccellenza della professionalità medica è diventato oggi l’unica barriera per conservare la nostra fragile sopravvivenza. Ed è proprio il camice che in questa opera si tinge di tricolore per esaltare l’unità di un popolo che, in momenti difficili come questo, sa trovare la forza, l’unità ed il coraggio per mettere al primo posto il bene comune”.

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