Il San Gerardo primo in Italia su epilessia farmaco resistente

Nuovo importante traguardo per il San Gerardo di Monza, con l'esecuzione del 50° impianto  VNS (Vagal Nerve Stimulation, stimolazione del nervo vagale) in età pediatrica...


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Nuovo importante traguardo per il San Gerardo di Monza, con l’esecuzione del 50° impianto  VNS (Vagal Nerve Stimulation, stimolazione del nervo vagale) in età pediatrica su un totale di 52 pazienti presi in carico. Numeri che collocano l’Ospedale San Gerardo di Monza ai vertici dell’esperienza di neuro-modulazione nel trattamento dell’epilessia farmaco resistente pediatrica non solo in Italia ma in Europa.

L’impianto di venerdì è importante perché all’ospedale San Gerardo, tra i primi centri in Italia, è stato utilizzato il nuovo sistema SenTiva, il dispositivo di ultima generazione che si caratterizza per una terapia di risposta non invasiva con una serie di nuove funzionalità avanzate per il trattamento dell’epilessia farmaco resistente. SenTiva è l’unico dispositivo delle sue dimensioni ad includere la modalità AutoStim, nota anche come modalità di risposta alle crisi, progettata per rilevare le crisi e fornire automaticamente una dose aggiuntiva di terapia. Il generatore è inoltre progettato per raccogliere e registrare eventi tra cui la posizione del corpo del paziente e le fluttuazioni della frequenza cardiaca.

Nello specifico l’apparecchio è stato impiantato su un bambino di 12 anni, utilizzando la tecnica della stimolazione del nervo vago, una modalità di neuro stimolazione che consiste nella trasmissione, attraverso il nervo vago, di stimoli elettrici a diverse strutture cerebrali fino alla corteccia.

Chirurgicamente la VNS consiste nell’impianto, sul nervo vago di sinistra a livello del suo decorso lungo il collo, di un elettrocatetere che viene alimentato e controllato tramite il device impiantato sottocute nella regione sottoclaveare sinistra. Il sistema viene controllato tramite un collegamento wireless che permette la programmazione dei parametri di stimolazione, l’intensità della corrente, quindi, misurata in mAmpere e il ciclo di stimolazione, cioè la ripetizione di fasi di accensione (ON Time) e fasi di spegnimento (OFF Time) durante la giornata. La durata delle batterie è di circa 5 anni.

“La nuova frontiera delle terapia legata all’epilessia passa dalla ASST di Monza – sottolinea il Direttore Generale Matteo Stocco -. I 50 interventi su bambini provenienti da tutta Italia, tra cui un neonato di 6 mesi, mettono in risalto la nostra struttura neurochirurgica che ha la casistica più alta in tutta Italia, non solo in termini di numeri ma di anche di professionalità ed eccellenza”.

“Nel nostro ospedale – spiega il dott. Daniele Grioni, responsabile dell’Unità operativa semplice di Neurofisiologia pediatrica – abbiamo iniziato a eseguire gli impianti nel 2007. La selezione dei pazienti, la chirurgia e il follow up vengono effettuati in stretta collaborazione tra neuropsichiatria infantile, neuroradiologo e neurochirurgo: al San Gerardo abbiamo l’esperienza di 50 impianti in età pediatrica con risultati soddisfacenti”.

I dati parlano da soli: più del 50% dei pazienti ha raggiunto un controllo delle crisi maggiori dell’80% mentre per alcuni bambini le crisi sono completamente controllate.

“L’analisi di questi casi – aggiunge il dott. Leonardo Fiori, neurochirurgo – ci ha indicato che, in relazione al raggiungimento dei risultati migliori, sono importanti l’età del paziente e l’eziologia della malattia: tanto più precoce è l’impianto, migliori sono i risultati”.

Il San Gerardo si mette in luce nella cura dell’epilessia farmaco resistente non solo per la neuro stimolazione ma anche per le altre alternative disponibili, la chirurgia resettiva, cioè l’asportazione della parte del cervello che genera le crisi epilettiche e la dieta chetogenica, una strategia alimentare per la riduzione dei sintomi associati all’epilessia infantile.

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