Cologno Monzese, alla Casa Famiglia si prepara la Fase 2

Alla Casa Famiglia di Cologno Monzese sono stati implementati alcuni servizi ospedalieri, direttamente in struttura, a supporto della cura e dell’assistenza ai residenti. Continua l’impegno dell’Ente Gestore nell’affrontare...

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Alla Casa Famiglia di Cologno Monzese sono stati implementati alcuni servizi ospedalieri, direttamente in struttura, a supporto della cura e dell’assistenza ai residenti. Continua l’impegno dell’Ente Gestore nell’affrontare l’emergenza Coronavirus al fine di tutelare tutti gli ospiti.

DA RSA A STRUTTURA CON SERVIZI OSPEDALIERI – E’ stato infatti elevato, a spese della Fondazione, il livello normalmente socio assistenziale della RSA ad un livello che prevede terapie e farmaci di natura ospedaliera, con la disponibilità, direttamente in struttura, di strumenti per l’esecuzione di esami: sono in corso elettrocardiogrammi e principali analisi ematiche, nonché ulteriori visite specialistiche; l’importante dotazione di farmaci ha consentito l’esecuzione di prestazioni di alta intensità.

ECOGRAFIE POLMONARI – In particolare da settimane vengono effettuate ecografie (si veda foto allegata) che consentono di verificare la presenza di polmoniti, in stato iniziale, senza dunque doversi recare in Ospedale. Una modalità di diagnosi precoce che permette così di proteggere i pazienti più fragili e così avviare le idonee terapie previste dai protocolli  delle strutture ospedaliere, integrando così l’assistenza sociosanitaria di una RSA con criteri clinici.

AVANTI CON LA TASK FORCE – Prosegue pertanto l’azione della task force sanitaria esterna, con uno staff guidato da un anestesista rianimatore, internisti, infermieri di area critica  coadiuvati da un pool di 4 ulteriori medici.  Tutti servizi aggiuntivi a quelli normalmente richiesti da Regione Lombardia.

VERSO LA “FASE 2” – Da domenica scorsa invece, previo consenso dei Medici, alcuni residenti della Casa Famiglia hanno potuto incontrare un proprio familiare, ovviamente all’esterno della struttura e nel rigoroso rispetto delle norme (distanza di almeno 2 metri, guanti e mascherine); iniziativa che si è ripetuta ieri e che proseguirà nel prossimo fine settimana. “Dopo tanto tempo, pensiamo che possa davvero essere determinante ritornare a favorire una modalità di incontro, almeno visiva e a distanza: uno sguardo di affetto, un sorriso commosso, una mano che si apre a chi si vuole bene può contribuire al benessere dei residenti, a volte meglio dei farmaci, rassicurando altresì i familiari sullo stato di salute/assistenza dei propri cari che hanno espresso grande soddisfazione”.

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