Contrasto alla violenza: nuovi percorsi formativi in Lombardia

Il progetto formativo per docenti e dirigenti scolastici, sviluppato in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia (USRL), nasce nell'ambito della legge regionale 24/2017 ed è finalizzato...


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Il progetto formativo per docenti e dirigenti scolastici, sviluppato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia (USRL), nasce nell’ambito della legge regionale 24/2017 ed è finalizzato a prevenire ogni estremismo violento, passando attraverso l’educazione della cittadinanza e il rispetto delle differenze.

Presente  l’assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale Riccardo De Corato, giovedì 22 Novembre, durante l’incontro ‘Gli strumenti educativi nella prevenzione ad ogni forma di estremismo violento’ presso la scuola ‘IIS Cremona Zappa’ di Viale Marche a Milano. Nell’occasione sono stati presentati gli esiti delle attività formative svolte da 5 scuole polo: gli Istituti Superiori Oriani Mazzini di Milano e Pesenti di Bergamo e gli Istituti Comprensivi di Brescia, Sondrio Centro e Alessandro Volta di Mandello del Lario in provincia di Lecco. 

È necessaria, ha aggiunto De Corato,  la diffusione di buone pratiche per l’integrazione già tra i banchi di scuola. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale in Lombardia gli alunni stranieri sono in crescita, al contrario di quelli italiani. Quest’anno in prima elementare i bambini stranieri sono stati ben 5.539 rispetto ai 5.149 dell’anno scorso per un totale di studenti di quasi 193 mila tutta la regione. Le maggiori concentrazioni, come è ovvio, si rilevano nei capoluoghi di provincia. Addirittura a Milano ci sono scuole dove gli italiani rappresentano la netta minoranza: un esempio sono le scuole elementari di via Paravia, zona San Siro, dove gli stranieri sono l’83,7%.

Nel 2015 da uno studio del Centro Nazionale di ricerca francese effettuato su 7000 studenti è emerso che un giovane su ogni tre intervistati aderiva al ‘fondamentalismo’. Il 32% non condannò completamente gli attacchi contro Charlie Hebdo e gli altri attentati a Parigi e, tra gli studenti delle scuole superiori, addirittura il 70% non considerò ‘colpevoli’ gli autori dei due attacchi.

Come dimostrato da questo studio,ha concluso De Corato,  il multiculturalismo diffuso obbliga la scuola ad uno sforzo che non è solo quello dell’integrazione, perché i ragazzi spesso riescono ad integrarsi da soli, ma soprattutto quello dell’educazione affinché il fondamentalismo venga ripudiato e respinto.

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