Una nuova capretta al canile di Monza

C’è chi sceglie un cane come compagno di vita. C’è chi preferisce un gatto. La signora Rosa aveva scelto una capretta e l’ha chiamata Margherita.


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C’è chi sceglie un cane come compagno di vita. C’è chi preferisce un gatto. La signora Rosa aveva scelto una capretta e l’ha chiamata Margherita.

Piccola capra tibetana tricolore, Margherita ha vissuto in compagnia della sua padrona in uno spazio erboso ben pulito, con a disposizione una piccola stalla in una porzione di antica cascina posta al centro della Brianza. A farle compagnia quattro galline che scodellavano uova fresche e i gatti di una colonia felina, da tempo sterilizzata dall’ENPA di Monza e affidata alle cure della Signora Rosa e di una sua vicina.
Ogni mattina la Signora Rosa nutriva la sua capretta facendola uscire in un cortiletto piccino posto proprio davanti alla sua abitazione. Insomma una vita come ogni capra sognerebbe.

Tutto si è interrotto bruscamente sabato mattina, 11 agosto, quando la Signora Rosa, dopo avere aperto la porta di casa, è tornata a letto e non si è più risvegliata.
Margherita ha vissuto, dal suo recinto, il grande trambusto, con l’arrivo di un’ambulanza e l’agitazione di tante persone. Sabato non ha toccato cibo chiedendosi, forse, come mai la signora Rosa non l’avesse accudita come ogni giorno in quel cortiletto stretto tra la casa e un orticello tenuto con grande amore e competenza, ricco di pomodori e di fagiolini pronti per essere colti.

Domenica mattina sono arrivati, chiamati da una vicina, il presidente dell’ENPA di Monza e Brianza e il responsabile della sede operativa. Margherita non poteva stare più lì e ha trovato un sicuro rifugio nel reparto erbivori del canile di Monza. Qui la capretta tibetana, molto dolce ed evidentemente abituata soprattutto al contatto umano, ha fatto conoscenza con la grande famiglia degli erbivori dell’ENPA monzese e gradatamente si sta ambientando ad una nuova vita.
A nessuno dei volontari che si occupano principalmente del settore erbivori dell’ENPA nel rifugio in via San Damiano è sfuggita l’impressionante somiglianza (di colori, di corporatura ma anche di carattere) con la capretta Mirtilla morta poche settimane fa a causa di un bruttissimo tumore all’utero – inutilmente operato – che aveva lasciato in tutti quelli che si dedicano a questo speciale reparto tanta malinconia.
Guardando la nuova capretta i volontari hanno rivisto un po’ Mirtilla e tutti si sono rasserenati anche per aver potuto dare a Margherita una nuova casa e una nuova vita.

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