Sovraindebitamento e legge salvasuicidi: cosa c’è da sapere

Un tema molto delicato, di quelli da trattare con la massima sensibilità vista la particolarità del problema. La questione in tutta la sua complessità è da sempre una...

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Un tema molto delicato, di quelli da trattare con la massima sensibilità vista la particolarità del problema. La questione in tutta la sua complessità è da sempre una piaga a livello sociale, negli ultimi mesi a causa dell’enorme crisi economica legata al Covid è andata ancor più a deflagrare.
Si parla di sovraindebitamento, ovvero di persone fisiche ed imprenditori che non riescono più a far fronte ai debiti contratti con i propri creditori a causa di sopraggiunte questioni, soprattutto legate a perdita del lavoro. In sostanza, dell’impossibilità di estinguere i propri debiti. Una condizione che può diventare estremamente complicata da gestire portando spesso, purtroppo, anche a conseguenze tragiche.
In Italia esiste da qualche tempo una legge nota come “salvasuicidi” e che vide la luce per la prima volta con il governo di Mario Monti (non a caso si parla di un altro periodo storico di grande crisi economica).

La legge salvasuicidi

Quella norma è tutt’oggi in vigore e si rivolge soprattutto a quel nugolo di piccoli e medi imprenditori che hanno contratto, nel tempo, debiti che non sono più in grado di saldare e che per questo hanno difficoltà ad accedere anche a procedure concorsuali come nel caso del fallimento. Condizione che ha quindi enormi ricadute in termini economici ma anche di possibilità future e di qualità della vita.
La norma in questione, il cui nome è abbastanza forte (salvasuicidi) e va ad evocare quella che spesso viene presa come ultima scelta da parte di chi è oberato dai debiti (il suicidio, per l’appunto), si basa su un accordo che può essere intrapreso tra il debitore ed il creditore. Accordo che viene redatto con l’aiuto di specifici organismi quali di organizzazioni costituite presso enti pubblici e tribunali la cui peculiarità è quella di garantire un alto livello di indipendenza.

A chi rivolgersi?

Il primo passo quindi è quello di tentare una conciliazione per uscire da questa situazione. A questo riguardo ci sono realtà che offrono consulenza, come nel caso ad esempio di Risarcimento Salute Tutela del Malato che prevede tale servizio per tutte quelle persone che rischiano la loro salute in seguito a debiti che non riescono a ripagare.
È possibile valutare se ci sono i termini previsti dalla procedura di sovraindebitamento e legge 3 del 2012 andando in questo modo a cercare una conciliazione. Con riferimento alla struttura legale di cui sopra, si tratta di un’idea dal Dott. Daniele Viola di Risarcimento Salute e dello staff Legale per evitare che vi siano ripercussioni sulla salute del cittadino (suicidi, depressioni, ecc…), attivi con 2 uffici a Monza e a Milano a disposizione per una 1′ Consulenza Gratuita senza impegno per poter valutare la posizione debitoria del cittadino caduto nei debiti.

Come funziona la procedura

La legge salvasuicidi nasce per fornire un aiuto concreto a tutte quelle persone che si trovino in difficoltà economica caratterizzata da un evidente squilibrio tra debiti contratti e risorse effettivamente disponibili per far fronte a queste incombenze. La procedura da seguire è piuttosto articolata e prevede il ricorso ad organismi appositi, con la supervisione di un Tribunale, per proporre ai creditori un piano di pagamento debiti che sia sostenibile in base alle possibilità del contraente.
Il tutto proprio per evitare di arrivare a situazioni critiche, vista anche la possibilità di ridurre in modo significativo l’indebitamento, che possono poi sfociare in drammi personali o, peggio ancora, familiari.

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