Pronta nel 2020 la vasca volano Macherio Biassono

In Brianza, in 4 anni, sono stati realizzati 8 bacini di laminazione delle acque per far fronte alle precipitazioni intense e proteggere territori e popolazioni. Entro fine mese...

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In Brianza, in 4 anni, sono stati realizzati 8 bacini di laminazione delle acque per far fronte alle precipitazioni intense e proteggere territori e popolazioni. Entro fine mese sarà dato il via alla costruzione di altre 3 vasche, mentre 6 sono in corso di progettazione. Obiettivo finale: continuare ad investire fino a raggiungere quota 150, così da ottimizzare l’intera rete fognaria del territorio d’ambito servito.   

Visivamente, il bacino di laminazione delle acque, dalla caratteristica pianta a trapezio, ha già assunto la sua forma definitiva. Restano da realizzare la copertura e tutti i collegamenti con la rete fognaria. A poco più di un anno dall’avvio della costruzione della vasca volano di Biassono – Macherio, BrianzAcque ha voluto fare pubblicamente il punto sullo stato di avanzamento dell’opera.

Nell’arco di 13 mesi, sono stati eseguiti oltre la metà dei lavori che hanno raggiunto quota 65%. Salvo imprevisti, la vasca di laminazione delle acque sarà pronta per la primavera 2020.  Dati e informazioni più che lusinghieri, annunciati nel corso del sopralluogo al cantiere, effettuato in mattinata dal Presidente e Ad  della monoutility dell’idrico locale, Enrico Boerci accompagnato dal Presidente della Provincia, Luca Santambrogio, dai Sindaci dei due comuni su cui insiste l’importante infrastruttura, Mariarosa Redaelli primo cittadino di Macherio e Luciano Casiraghi di Biassono e dall’assessore di Sovico, Diego Terruzzi, che con Vedano al Lambro sono le altre due municipalità che potranno beneficiare degli effetti anti-allagamenti svolti dall’attesissima opera pubblica, insieme a una minuscola fascia di Monza.

Interrata a una profondità media di circa 12 metri, la vasca interessa un’area a cavallo tra i due centri urbani, a lato della Strada Provinciale 6,  vicino a un insediamento commerciale.  Costruita in calcestruzzo armato è  suddivisa in due comparti: uno, per la raccolta delle acque di prima pioggia e uno, di dimensioni più grandi, per la laminazione delle portate di piena. Ha una capienza complessiva di 22 mila metri cubi. Il meccanismo d’azione si rifà a quello di altre opere “gemelle”: accogliere temporaneamente il surplus di acque e quindi, rilasciarlo nelle condutture quando l’evento meteorico di particolare violenza o intensità è terminato. In particolare, la vasca di Biassono-Macherio permetterà di scongiurare il sovraccarico idraulico del collettore principale Est Monza-Sovico, riducendone fortemente il rischio di funzionamento in pressione e di esondazione.

Particolarità assoluta dell’intervento, è rappresentato dalla realizzazione di diaframmi in cemento armato lungo l’intero perimetro della vasca, che scendono fino ad una profondità di 20 metri sotto terra, corrispondenti grosso modo a circa -8 piani. Un intervento ingegneristico di livello,  necessario per poter eseguire in sicurezza tutte le attività di scavo, senza interferire con i vincoli infrastrutturali presenti nella aree limitrofe come la strada provinciale n.6, la via Don Gnocchi (unica strada di accesso al complesso commerciale) e ,a Sud, la futura strada Pedemontana.

L’opera pubblica  è stata appaltata da BrianzAcque, gestore unico del sistema idrico integrato nella Provincia di Monza e Brianza,  per un importo pari a 5,575 milioni di euro.  Sono a carico del soggetto appaltatore anche gli 8 mesi di gestione iniziale.

Il sopralluogo al manufatto di Macherio- Biassono  ha costituito anche l’ occasione per affrontare a 360° il tema delle vasche volano e della loro stategicità nel contrastare bombe d’acqua, nubifragi, temporali: strutture idrauliche che fanno da  antidoti alle precipitazioni violente e copiose, generate dai cambiamenti climatici  in un bacino di gestione che risulta tra i più urbanizzato d’Italia,  con conseguente cementificazione.

Di invasi artificiali , concepiti per immagazzinare le acque in eccesso rispetto alla rete fognaria di valle per poi rilasciarle gradatamente a perturbazione meteorica conclusa, ne sono state realizzate 8: a Desio, Arcore, Bernareggio, Ronco Briantino, due ad Agrate Brianza e a Nova Milanese che con i suoi 44 mila mc di volume, corrispondenti ad un campo di calcio, rappresenta “l’ammiraglia” di questo genere di opere. Macherio-Biassono è in dirittura di conclusione.  Entro fine settembre, apriranno i cantieri per edificarne di nuove a Busnago, Agrate Brianza e Arcore. Altre sei sono in corso di progettazione.

BrianzAcque continuerà ad investire strategicamente su questa tipologia di infrastruttura idraulica con un ambizioso obiettivo finale: raggiungere quota 150 bacini per un volume complessivo di 500 mila metri cubi ottimizzando così  l’intera rete fognaria del bacino d’ambito servito. 

Naturalmente, i bacini di laminazione delle acque sono solo una delle soluzioni per far fronte agli eventi meteo estremi: BrianzAcque sta applicando sul territorio servito, il concetto di invarianza idraulica ed idrologica così da ridurre l’apporto delle acque meteoriche che finiscono nelle fognature, anche agendo su aree green con effetto spugna.

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