Olio, un milione di chili prodotti in Lombardia

Olio d’oliva, Lombardia in controtendenza rispetto al resto d’Italia con una produzione che sfiora il milione di chili con un aumento del 65% rispetto allo...


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Olio d’oliva, Lombardia in controtendenza rispetto al resto d’Italia con una produzione che sfiora il milione di chili con un aumento del 65% rispetto allo scorso anno.

Tutto questo mentre nelle campagne si stanno per concludere le operazioni di raccolta e molitura. E’ la stima diffusa da Coldiretti Lombardia in occasione della Giornata dell’olio extravergine italiano celebrata al mercato agricolo coperto di Porta Romana a Milano, in via Friuli 10, con degustazioni guidate ai prodotti di alcune aziende olivicole di Lombardia, Liguria, Marche e Sicilia e con i consigli del “sommelier dell’olio” per una spesa consapevole anche in vista del Natale.

L’annata positiva in Lombardia – precisa la Coldiretti regionale – contrasta con il calo del 38% stimato a livello nazionale dove la produzione è scesa a 265 milioni di chili nel 2018, un valore vicino ai minimi storici. A pesare è stato il maltempo, che ha colpito anche la Lombardia ma con danni più contenuti sugli ulivi. «Le nostre piante – spiega Simone Frusca, tecnico di Coldiretti – hanno sofferto soprattutto le tempeste di ottobre, senza le quali il bilancio dell’annata olivicola sarebbe stato ancor più positivo».

Quest’anno – continua la Coldiretti regionale – la resa in olio si attesta intorno al 14 per cento per ogni chilo di olive molite, mentre la qualità dell’olio si conferma molto buona. In Lombardia la filiera produttiva coinvolge quasi duemila ettari a uliveti, 1.900 aziende e 6 mila addetti tra stagionali, fissi, titolari e collaboratori, con una trentina di frantoi distribuiti tra le province di Brescia, Bergamo, Como, Lecco, Varese, Sondrio e Mantova.

I benefici dell’extravergine di oliva – rende noto la Coldiretti – sono stati riconosciuti adesso anche negli Usa dove è stato promosso a “farmaco” per prevenire l’infarto e le altre malattie del cuore. Infatti, la Food and Drugs Administration (Fda) statunitense invita ad indicare sulle confezioni degli oli contenenti almeno il 70% di acido oleico che il loro consumo porta effetti positivi a livello cardiovascolare quando sostituisce il grasso saturo dannoso per il cuore. In particolare – sottolinea la Coldiretti – l’agenzia per la salute alimentare degli Stati Uniti suggerisce di scrivere sulle bottiglie che il consumo di circa mezzo cucchiaio di olio senza aumentare le calorie complessive assunte quotidianamente garantisce un importante effetto di prevenzione per la salute.

Il rischio per i consumatori italiani è che nelle bottiglie di olio, magari vendute sotto marchi italiani ceduti all’estero o con l’etichetta della grande distribuzione, si trovi prodotto straniero (tunisino, spagnolo o greco), peraltro favorito da etichette dove l’indicazione della provenienza è spesso illeggibile.

Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica, dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

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