Monza, tornano a zampillare 11 fontane

Entro il weekend del GP, undici fontane della città di Monza, dal centro storico alle periferie, torneranno ad accendersi. Oltre alla pulizia delle superfici sono state sostituite tutte le apparecchiature...

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Entro il weekend del GP, undici fontane della città di Monza, dal centro storico alle periferie, torneranno ad accendersi. Oltre alla pulizia delle superfici sono state sostituite tutte le apparecchiature guaste (sostituzione filtri e sistema di pompe) per garantire il costante flusso d’acqua.

«Il patrimonio delle fontane in città, che si trovano quasi tutte al centro delle nostre piazze rendendole più belle e più vive, è molto esteso e quindi necessita di manutenzioni continue sia edili che impiantistiche, oltre che di carattere elettrico e idraulico», spiegano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore ai Lavori Pubblici Simone VillaIl rapporto di Monza con l’acqua va oltre il Lambro. Anche le fontane, piccoli e grandi ”gioielli”, in alcuni casi poco conosciute, parlano di questo legame stretto e antico. Per questo investire sul loro funzionamento significa investire sull’identità della città oltre che sull’arredo urbano».

La fontana di Largo Mazzini a Monza

Sono undici le fontane inserite nel «piano di manutenzione»: piazza Castello, largo Mazzini, via D’Annunzio, piazza Trento e Trieste, piazzale della Stazione, via Cortelonga, piazza Roma, via Gaslini, viale Sicilia, piazza Bonatti e piazza Indipendenza. I lavori hanno riguardato il controllo delle alghe, le superfici, l’edilizia e i meccanismi guasti, dalle pompe agli ugelli, dai filtri alle guarnizioni.

In piazza Roma, di fianco all’Arengario, c’è l’unica fontana «protetta» dalla Soprintendenza dei Beni Ambientali e Architettonici, la Fontana delle Rane. Posizionata nella piazza nel 1932, è un’opera in bronzo dello scultore friulano Aurelio Mistruzzi, nato nel 1880 a Villaorba, in provincia di Udine, e attivo tra gli anni Venti e la fine degli anni Cinquanta del Novecento.

La Fontana delle Rane

Conosciuta dai monzesi anche come la «sirenetta», la fontana riproduce la leggenda di Dagoberto, nipote del re Teodorico, e Amira, la bellissima principessa delle rane. La statua rappresenta un nudo di giovane donna al bagno che tiene nella mano destra una rana da cui esce uno spruzzo d’acqua che la lambisce. Il basamento della scultura è al centro di una vasca marmorea a lobi che ospitano altre rane e i mosaici sul fondo, di particolare fattura e pregio storico, riproducono anch’essi rane oltre a pesci colorati.

Le attività di gestione comprendono il controllo del regolare funzionamento attraverso sopralluoghi settimanali presso ogni fontana e, in caso di segnalazioni o richieste, interventi entro sei ore.

Ogni settimana squadre dedicate provvederanno a rimuovere foglie secche, cartacce, lattine, bottiglie e sacchetti di plastica e tutto ciò che viene gettato nelle vasche. Sono previsti controlli periodici per la pulizia di griglie e filtri, l’analisi dell’acqua per tenere monitorati i valori di Ph (acidità o basicità dell’acqua) e cloro e la somministrazione dei prodotti antialghe e anticalcare. Ogni due mesi le fontane saranno svuotate per effettuare interventi più «strutturali» come lo smontaggio dei filtri, la pulizia degli ugelli, il controllo delle luci, la sostituzione delle lampadine bruciate e la verifica della «tenuta» idrica delle vasche stesse.

 Per la riattivazione delle fontane e le attività di gestione e manutenzione, fino al 31 dicembre, l’Amministrazione Comunale ha stanziato circa 60 mila euro. L’incarico è stato affidato alla ditta «Arch – Edil» di Bareggio.

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