Regione Lombardia lancia una sfida innovativa alle politiche di invecchiamento attivo con l’approvazione della “Leva civica senior”, una misura sperimentale pensata per valorizzare il contributo dei cittadini over 65 alla vita delle comunità locali. L’iniziativa mira a trasformare la longevità in una risorsa generativa, promuovendo il coinvolgimento degli anziani in progetti sociali, culturali, educativi e ambientali.
L’obiettivo primario è duplice: da un lato, offrire agli anziani un ruolo attivo che favorisca il loro benessere psicofisico, combattendo i rischi di solitudine e isolamento; dall’altro, arricchire il territorio con le competenze e l’esperienza accumulate negli anni dai cittadini più maturi.
Il progetto della Leva Civica Senior, unico nel suo genere in Italia, trae ispirazione dai modelli di leva civica già collaudati per i giovani, adattandoli però alle esigenze e alle caratteristiche della popolazione anziana. Gli aderenti potranno partecipare a percorsi di durata compresa tra gli 8 e i 12 mesi, con un impegno settimanale massimo di 15 ore. Per tale servizio è previsto un emolumento mensile fino a 356,70 euro, a cui si aggiungono contributi destinati agli enti attuatori per la formazione specifica dei partecipanti e per la copertura assicurativa contro gli infortuni e per la responsabilità civile.
La dotazione complessiva stanziata dalla Regione supera gli 1,2 milioni di euro. I progetti dovranno spaziare in diversi ambiti, dai servizi sociosanitari alla protezione civile, fino alla promozione del patrimonio storico, artistico e culturale, passando per le attività di educazione ambientale e sportiva.
L’urgenza di tali politiche emerge con chiarezza dall’analisi demografica del territorio: in Lombardia risiedono circa 2,3 milioni di persone con più di 65 anni, rappresentando quasi un quarto della popolazione regionale. Tra questi, sono circa 500.000 gli anziani che vivono in solitudine e quasi 260.000 quelli che si trovano in condizioni di particolare fragilità, privi di adeguate reti familiari o amicali.
Il varo della sperimentazione ha acceso un vivace dibattito in Consiglio regionale. Recentemente è stata respinta una mozione delle opposizioni, firmata dai consiglieri di Patto Civico, che ne chiedeva la sospensione o il rinvio. La richiesta prendeva le mosse dalle perplessità espresse dal Forum del Terzo Settore della Lombardia, il quale ha sollevato dubbi sulla coerenza dell’iniziativa con il Codice del Terzo Settore, temendo che la retribuzione prevista possa sminuire il valore gratuito del dono e creare confusione rispetto all’attività di volontariato tradizionale.
Di diverso avviso la maggioranza, che ha difeso fermamente la delibera. Il capogruppo della Lega, Alessandro Corbetta, ha ribadito l’importanza di valorizzare le persone anziane come risorsa, precisando che non si tratta di creare “volontari pagati”, bensì di definire “percorsi temporanei di 8-12 mesi in ambito sociale, culturale e ambientale. Anzi, può essere un modo per avvicinare nuove persone al volontariato e rafforzare il mondo associativo. I nostri anziani sono una risorsa preziosa per le comunità. Come Lega sosteniamo convintamente questa sperimentazione, che offre nuove occasioni di partecipazione e impegno a favore del territorio”.


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