L’emporio della solidarietà di Pontelambro (CO) compie un anno

«Fornire un aiuto intelligente, dignitoso ed efficace per riprendersi, ripartire da una situazione di difficoltà e recuperare fiducia. Una forma di solidarietà che non è elemosina, ma un...

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«Fornire un aiuto intelligente, dignitoso ed efficace per riprendersi, ripartire da una situazione di difficoltà e recuperare fiducia. Una forma di solidarietà che non è elemosina, ma un mezzo per la promozione delle persone». Questo il mandato che monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, aveva affidato all’Emporio della Solidarietà di Pontelambro, realizzato da Caritas Ambrosiana per il Decanato di Erba, benedicendo e inaugurando la struttura il 18 giugno 2021.

Dopo un anno di attività – l’apertura operativa risale al 13 maggio 2021 – quella consegna è stata rispettata in pieno. Realizzato anche grazie al sostegno di Bcc – Brianza Laghi, Banco Alimentare, Magazzino Caritas Ambrosiana e di altre realtà – quali parrocchie e privati – e allestito all’interno di un capannone, l’Emporio consente a famiglie in difficoltà economica di fare la spesa utilizzando una tessera a punti, rilasciata sulla base del reddito Isee per un periodo di tempo legato al perdurare dello stato di necessità.

I prodotti a disposizione sono generi alimentari di prima necessità e a lunga conservazione, articoli per l’igiene personale e della casa e altro ancora. Il servizio è garantito da volontari coinvolti nelle diverse fasi dell’attività: approvvigionamento, immagazzinamento, disposizione dei prodotti sugli scaffali, servizio cassa…

I dati

Sono i numeri a certificare il bilancio dell’Emporio.

Le famiglie prese in carico dal maggio dell’anno scorso sono 130, quelle attualmente seguite sono 119: il 35% di esse sono italiane, il 65% straniere (66 africane, 10 asiatiche, 6 europee dell’Est, 2 sudamericane). Sono inviate all’Emporio dal Centro di ascolto di Erba, dalla Caritas e dai Servizi Sociali di alcuni Comuni del Decanato.

Gli utenti complessivi sono 430, 98 dei quali di età inferiore ai 17 anni: tra i minori, 75 sono in età prescolare.

Gli accessi settimanali sono stati mediamente 36 nel 2021, saliti a 50 nel 2022.

Tra i prodotti distribuiti – provenienti dal Fondo di aiuto europeo agli indigenti (per il 16%), dalla Caritas, dal Banco Alimentare (fino a marzo 2022) e da donazioni – il 70% sono alimentari, il 20% riguardano la pulizia della casa e il 10% l’igiene personale. Tra gli alimentari, in particolare, tra il maggio 2021-e l’aprile 2022 sono stati distribuiti:

Pasta-e pastina: 2900 kg

Passata di pomodoro e sughi: 3300 kg

Frutta, verdura e legumi: 3500 kg

Carne, pesce e formaggi: 2500 kg

Biscotti e generi per colazione: 1500 kg

Riso: 1200 kg

Zucchero: 1700 kg

Latte: 4300 litri

Olio: 3000 litri

Vengono distribuiti anche prodotti per la prima infanzia, come omogeneizzati, latte in polvere e pannolini.

Certo, l’aumento dell’utenza impone una riflessione: «Significa che chi si è trovato in condizioni di indigenza non ne è ancora uscito, e altri si sono aggiunti», rileva don Ettore Dubini, Vicario della Comunità pastorale Sant’Eufemia di Erba e referente del progetto: del resto i dati Istat attestano che negli ultimi quindici anni il numero di italiani in condizione di povertà assoluta è quintuplicato.

Ci sono però anche storie belle: tra le 11 famiglie che non si servono più dell’Emporio, alcune si sono trasferite, ma ci sono anche quelle di chi, avendo trovato un impiego, ha restituito la tessera, ritenendo di non averne più diritto o bisogno. E c’è la cosiddetta “fidelizzazione” dei volontari: sono costantemente una sessantina le persone che dedicano tempo ed energie all’Emporio.

Ma i numeri non dicono tutto, non esplicitano l’efficienza complessiva del sistema, il perfetto funzionamento della “filiera”: ascolto e presa in carico della famiglia / immagazzinamento dei prodotti e relativa informatizzazione / distribuzione. Alcuni prodotti sono molto “gettonati”: per esempio l’olio di semi (da parte dei nordafricani) e la farina (dagli stranieri in genere, per un certo periodo è andata addirittura esaurita). La surgelazione di frutta e verdura riduce al minimo lo spreco. Da qualche tempo sono disponibili prodotti più “voluttuari”, quali libri, fiori, suppellettili, ecc, anche senza ricorrere alla tessera.

Rimangono alcune criticità. La prima è una certa difficoltà di approvvigionamento, aggravata negli ultimi mesi dalla guerra in Ucraina. Tra l’altro in questo periodo l’Emporio sta assistendo proprio alcuni profughi ucraini, dando loro modo di fare la spesa senza la tessera (per la quale sarebbe richiesta la certificazione del reddito Isee, logicamente non disponibile). Per ovviare alla scarsità di alcuni prodotti, come la pasta, si sono avviate raccolte straordinarie nelle parrocchie, altre iniziative sono state promosse per esempio dal Lions Club, mentre ditte come Icam e Galbusera hanno provveduto a forniture eccezionali.

E poi deve crescere ulteriormente l’educazione a un consumo intelligente e solidale: «I volontari guidano gli utenti all’acquisto, li consigliano nella scelta dei prodotti – sottolinea don Ettore -, ma permane talvolta la tendenza ad “accaparrarsi” un gran numero di confezioni, senza tener conto delle necessità di altri utenti».

Il clima, però, è davvero sereno: «Chi viene all’Emporio ha capito che la tessera non rappresenta una schedatura – rileva don Dubini -. Si è superato quel senso di ritrosia, quasi di vergogna, dei primi tempi. È nato un senso di comunità, oggi si può dire che fare la spesa all’Emporio è quasi una festa…»

L’Emporio è aperto al pubblico presso la sede in via Piave 17/a a Pontelambro (Co) ogni giovedì dalle 14.30 alle 18 e ogni sabato dalle 9 alle 12.

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