Nel 2025 sono emerse alcune novità per la fatturazione dei dentisti, con l’estensione del divieto di usare la fattura elettronica a tutto l’intero anno, andando oltre la precedente scadenza di marzo. Questo significa che, per molte prestazioni, le fatture continueranno a essere inviate al Sistema Tessera Sanitaria invece che al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.
In questa guida aggiornata ti spiegheremo tutto quello che c’è da sapere sulla fatturazione elettronica per i dentisti nel 2025: quali sono gli obblighi, le scadenze e i requisiti per restare sempre in regola con il Fisco.
Gli obiettivi del divieto di fatturazione elettronica
Il divieto di inviare le fatture delle prestazioni sanitarie tramite il Sistema di Interscambio (SdI) nasce con l’obiettivo di garantire una maggior protezione della privacy dei pazienti, evitando che dati sensibili possano finire nelle mani sbagliate. Questa norma è stata introdotta al principio con l’articolo 10-bis del Decreto Legge 119/2018 e l’articolo 9-bis del 135/2018. Successivamente, si è ottenuta la conferma nella Legge 12/2019 e, nel tempo, è stata prorogata di anno in anno fino al 31 dicembre 2025, per continuare a garantire la protezione delle informazioni dei pazienti.
Cosa è previsto per il 2025?
Con l’approvazione degli emendamenti al Decreto Milleproroghe, il divieto di usare la fattura elettronica per le prestazioni sanitarie è stato confermato per tutto il 2025, comprese quelle odontoiatriche. Ciò significa che per l’intero anno le attività sanitarie rivolte ai privati continueranno a essere esentate dall’obbligo di fatturazione elettronica. Il divieto riguarda tutte le prestazioni nei confronti delle persone fisiche, anche per chi normalmente non è tenuto a inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Questo include, ad esempio, gli studi odontotecnici che emettono fatture direttamente ai cittadini. Al momento, quindi, l’obbligo di fatturazione elettronica per le prestazioni verso privati scatterà solo nel 2026, a meno di ulteriori proroghe. L’Agenzia delle Entrate sottolinea che il divieto vale anche quando i pazienti richiedono che i loro dati non vengano trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria.
Come si può facilitare la fatturazione elettronica?
Pur esistendo il divieto di emettere fatture elettroniche per alcune prestazioni sanitarie rivolte a privati, la scelta più efficace per semplificare e organizzare al meglio la gestione amministrativa resta quella di utilizzare un software dedicato alla fatturazione elettronica. Un software dedicato consente anche di gestire facilmente le fatture elettroniche da non inviare al Sistema di Interscambio, creando rapidamente un documento fiscale stampabile o inviabile via email al cliente. Allo stesso modo, è possibile trattare senza errori tutte le fatture elettroniche ordinarie, come quelle emesse nei confronti di società o altre persone giuridiche.
L’importanza di un supporto specializzato nella gestione fiscale
Gestire la fiscalità di uno studio odontoiatrico nella Capitale romana può rivelarsi complesso, soprattutto in un settore soggetto a normative specifiche e in continuo cambiamento. Proprio per questo motivo può tornare utile il supporto di un esperto nel settore, come ad esempio un commercialista per dentisti a Roma, capace di:
- organizzare in modo efficiente le nuove modalità di fatturazione;
- pianificare correttamente l’invio dei dati sanitari al Sistema Tessera Sanitaria;
- ottimizzare il carico fiscale rispettando tutte le normative vigenti;
- gestire la conservazione delle fatture e l’applicazione delle imposte accessorie.
Grazie a un supporto specializzato, è possibile evitare sanzioni, ritardi e problematiche legate all’interpretazione delle norme, garantendo al tempo stesso una gestione strategica e sicura dell’attività sotto il profilo economico.
Pro e contro sulla proroga del nuovo sistema di fatturazione
Il nuovo sistema porta diversi vantaggi, soprattutto sul fronte della privacy e della semplificazione. Eliminando l’obbligo di fatturazione elettronica verso i pazienti, si riduce drasticamente il rischio di diffusione non autorizzata di dati sensibili. Inoltre, la possibilità di inviare le spese sanitarie una volta all’anno permette ai professionisti di dedicare più tempo alla loro attività clinica, alleggerendo il carico degli adempimenti amministrativi periodici.
Non mancano però alcune criticità: gestire autonomamente la documentazione fiscale richiede strumenti adeguati e una pianificazione attenta, per evitare errori nella conservazione delle fatture, nel calcolo e nell’applicazione dell’imposta di bollo e nella trasmissione annuale delle spese al Sistema Tessera Sanitaria.


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