MONZA – L’ondata di maltempo non dà tregua alla Lombardia. Mentre la Protezione Civile ha diramato un’allerta arancione per il rischio di forti temporali su diverse zone del territorio, Coldiretti traccia il bilancio di un mese di giugno drammatico sul fronte climatico.
Dei 700 eventi estremi – tra nubifragi, grandinate, tempeste di vento e fulmini – registrati in tutta Italia nell’ultimo mese, ben uno su quattro si è abbattuto sulla Lombardia. I dati, elaborati sulla base delle segnalazioni dell’European Severe Weather Database (Eswd), confermano l’impatto di un’anomalia climatica senza precedenti, dove il caldo record si alterna repentinamente a fenomeni violenti.
Il paradosso del meteo: dall’afa ai nubifragi in poche ore
Il passaggio da bollini rossi per il caldo ad allerte meteo per temporali avviene ormai nel giro di poche ore, specialmente nei momenti pomeridiani e serali. Questo switch termico improvviso genera rovesci violenti e “bombe d’acqua” che, tuttavia, non aiutano contro la siccità.
La pioggia utile: per dare sollievo ai terreni, le precipitazioni dovrebbero essere lunghe, costanti e di moderata intensità.
Il danno dei nubifragi: l’acqua violenta si abbatte sulle colture senza essere assorbita dal terreno arido, defluendo in superficie e aumentando il rischio di frane, smottamenti e dissesto idrogeologico.
Agricoltura in ginocchio e costi alle stelle negli allevamenti
La sofferenza maggiore si registra nel Bacino del Po, dove le temperature ben sopra la media stanno compromettendo i raccolti di cereali, pomodori e ortaggi, oltre a inaridire i pascoli.
Anche il settore zootecnico è in forte difficoltà: a causa dell’afa, le mucche producono meno latte. Al contempo, i costi di gestione nelle stalle sono aumentati fino al 30% a causa dell’uso intensivo di sistemi di raffreddamento, ventilatori, nebulizzatori e impianti di refrigerazione per conservare il prodotto.
La tropicalizzazione del clima: serve una programmazione
Il quadro nazionale descritto da Coldiretti è allarmante: negli ultimi quattro anni, il mix distruttivo tra siccità e alluvioni ha causato all’agricoltura italiana danni per oltre 20 miliardi di euro. Attualmente, il 28% del territorio italiano è a rischio desertificazione e degrado.
“Stiamo assistendo a una progressiva tropicalizzazione del clima anche sui nostri territori — spiega Coldiretti Lombardia —. Per questo motivo è fondamentale superare la logica dell’emergenza e investire sulla programmazione, attraverso interventi strutturali che permettano di raccogliere l’acqua piovana nei periodi di abbondanza per poi distribuirla nei momenti di reale necessità”.


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