Amministratori locali della Brianza in visita al carcere di Monza

Gli amministratori locali della Brianza si sono recati in visita al carcere di Monza con l’associazione “Nessuno Tocchi Caino”. Oltre ai dirigenti nazionali dell’associazione, Rita Bernardini ed Elisabetta...

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Gli amministratori locali della Brianza si sono recati in visita al carcere di Monza con l’associazione “Nessuno Tocchi Caino”. Oltre ai dirigenti nazionali dell’associazione, Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti, lunedì mattina presso la casa circondariale di Via Sanquirico era presente una numerosa delegazione di Sindaci, Francesco Cereda di Vimercate, Alberto Rossi di Seregno, Maurizio Bono di Arcore, Mauro Capitanio di Concorezzo, Mauro Colombo di Bellusco, il consigliere regionale Gigi Ponti, il consigliere provinciale Vincenzo Di Paolo, le consigliere comunali di Monza, Sarah Brizzolara, e di Cesano Maderno, Silvia Boldrini, l’ex parlamentare Roberto Rampi, oggi dirigente di Nessuno Tocchi Caino.

Nel quotidiano lavoro sul carcere e le sue condizioni, e per far conoscere fuori che cosa sia davvero la realtà carceraria in Italia quella di oggi ha rappresentato una tappa particolare per l’attenzione così corposa di rappresentanti dei Comuni del territorio di colori politici diversi, che permetterà un lavoro, a partire dall’anno nuovo, su possibili progetti che diano opportunità di lavoro e migliorino lo stato del Carcere di Monza, con i suoi 700 detenuti, quasi il doppio della capienza regolamentare dell’istituto, molti dei quali in attesa di giudizio, e quasi per la metà stranieri.

I diversi livelli di organizzazione interna hanno messo in luce non solo le difficoltà della struttura e del sovraffollamento. In particolare nella sezione che vede l’inserimento della terza branda nella cella prevista per due persone, una situazione che rende impossibile persino i movimenti. Completamente diversa dalla sezione LUCE di recente ristrutturazione che è un esempio di come, anche solo rispettando la normativa vigente, cosa quasi mai possibile nella maggior parte dei penitenziari, si potrebbero comunque creare delle condizioni di dignità che cambiano la vita di detenuti e operatori penitenziari e anche le prospettive di reinserimento nella società.

Accompagnati dalla direttrice, Cosima Buccoliero e dal comandante della polizia penitenziaria, i rappresentanti delle Amministrazioni locali hanno condiviso con loro le tante azioni necessarie.

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