Alpini, i “veci” lasciano Milano dopo tre giorni emozionanti

Donatella Salambat - Una festa di popolo ed anche di bella gente, è stata la 92° Adunata degli Alpini a Milano, un invasione pacifica che...


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Donatella Salambat – Una festa di popolo ed anche di bella gente, è stata la 92° Adunata degli Alpini a Milano, un invasione pacifica che ha trasmesso allegria e buon umore ed ha portato più di 500 mila Alpini nel capoluogo meneghino. La tenacia, la solidarietà ed il coraggio , sono le caratteristiche che meglio li rappresentano.

Stamane, lunedì 13 Maggio, Milano sembra più vuota e silenziosa dopo la tre giorni che ha portato le Penne Nere a riversarsi lungo le vie della città, con la loro simpatia hanno contagiato Milano una città frenetica e veloce che da venerdì 10 a Domenica 12 Maggio ha rallentato il suo passo per adeguarsi a quello degli Alpini lento e deciso, e vivere con serenità l’Adunata del Centenario.

Infatti proprio a Milano, nel 1919 nacque l’Associazione Nazionale Alpini una città particolarmente cara alle Penne Nere, proprio qui è sepolto l’Alpino più amato Don Carlo Gnocchi, sopravvissuto alla tremenda ritirata di Russia e al suo ritorno proprio come è nello spirito altruistico degli Alpini ha dedicato la sua vita ai sofferenti, ai malati, ai mutilati, non dimenticando mai i suoi compagni di cui diceva “gli alpini non dicono nulla, marciano, lavorano e tacciono. Per loro lo straordinario è ordinario” L’Adunata a Milano è stato per il corpo degli Alpini come rivivere il ricordo dell’indimenticabile capellano della divisione alpina Tridentina.

Domenica 12 Maggio, i milanesi hanno assistito ad una sfilata imponente, i turisti sono stati piacevolmente sorpresi nel vedere sfilare giovani in uniforme, in abiti civili fianco a fianco con i  “veci e bocia” a piedi con passo fiero e sicuro oppure su macchine d’epoca ma sempre con i giovani.

Come corollario alla manifestazione sono stati organizzati concerti e mostre a tema tra le quali la più seguita è stata la cittadella degli Alpini, tenutasi a piazza del Cannone dove si potevano ammirare armamenti antichi e moderni quali vecchie motociclette, elicotteri, blindati, carri armati nonché l’impiego dei droni in ambito militare o Protezione civile i bambini hanno potuto provare l’emozione di una camminata sul ponte tibetano e comprendere cosa vuol dire essere Alpino oggi.

Gli Alpini lasciano Milano e ai milanesi un bellissimo ricordo fatto di senso del dovere, rispetto delle Istituzioni e amor di Patria. L’immancabile desiderio di essere d’aiuto al prossimo.

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