Pazienti sordi, cura innovativa all’ospedale di Vimercate

Da gennaio ad oggi, quest’anno, sono 17 i pazienti, con gravissimi problemi uditivi, coinvolti e interessati da una presa in carico, unica nel suo genere, da parte della...

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Da gennaio ad oggi, quest’anno, sono 17 i pazienti, con gravissimi problemi uditivi, coinvolti e interessati da una presa in carico, unica nel suo genere, da parte della struttura di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Vimercate. Il sistema introdotto da suo primario Franco Parmigiani è esclusivo: “non c’è – dice – nulla di simile presso gli ospedali della Brianza e di buona parte del milanese”.

Il modello prevede per il paziente sordo un’offerta a 360 gradi: dalla procedura diagnostica, al trattamento chirurgico e protesico e all’intervento riabilitativo.

“Nello specifico chirurgico – spiega Parmigiani – abbiamo iniziato da gennaio a trattare le sordità percettive profonde neurosensoriali negli adulti post linguali (cioè che sappiano già parlare) con impianti cocleari. Si tratta di inserire, chirurgicamente, un elettrodo nella chiocciola e di approntare un alloggiamento osseo per il trasduttore interno. A guarigione avvenuta si applica ambulatorialmente il processore esterno e si inizia la riabilitazione”.

Le procedure chirurgiche (il trattamento dell’otosclerosi, la patologia dell’orecchio prima causa della sordità acquisita, o le timpano plastiche, ad esempio) sono parte integrante – sottolinea lo specialista – di un’offerta che comporta screening e diagnosi (audiometria, otoemissioni, etc.) e procedure riabilitative (con protesica, impianti cocleari).

Il paziente trova risposte non sperimentali ma ampiamente validate dalla letteratura scientifica e dall’esperienza clinica: “risposte – aggiunge Parmigiani – che fino ad ora andavano ricercate al di fuori del nostro territorio. Anche per questo sono particolarmente orgoglioso di aver avuto la possibilità di andare in questa direzione, particolarmente avanzata per tutti i problemi di comunicazione uditiva”.

Foto di Sasin Tipchai da Pixabay

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