Firmato oggi l’accordo tra ASST Monza e Università Bicocca

È stato siglato oggi l’Accordo per la promozione della ricerca tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, rappresentata dal rettore Cristina Messa, e l’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) di Monza, rappresentata dal direttore generale, Matteo...

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È stato siglato oggi l’Accordo per la promozione della ricerca tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, rappresentata dal rettore Cristina Messa, e l’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) di Monza, rappresentata dal direttore generale, Matteo Stocco. L’accordo, della durata di tre anni, definisce una nuova forma di collaborazione per le attività di ricerca e sperimentazione clinica svolte da personale universitario e/o da medici ospedalieri.

L’Ateneo, a partire dalla propria missione istituzionale di favorire e sostenere i ricercatori, assume il ruolo di promotore della ricerca no profit svolta in ambito ospedaliero. L’obiettivo è quello di promuovere quantitativamente e qualitativamente le sperimentazioni cliniche sfruttando le competenze presenti in Università relative alla ricerca di bandi, al supporto allo sviluppo e alla gestione delle attività di ricerca e al trasferimento e la valorizzazione dei suoi risultati.

Questo accordo mira, al di là della promozione della attività, ad offrire un supporto operativo e logistico ai ricercatori, talvolta soli nello sviluppo dei loro progetti. La ricerca no-profit, finalizzata, per definizione, al miglioramento della pratica clinica, porterà a un conseguente miglioramento della qualità delle prestazioni sociosanitarie erogate dall’ASST.

La sinergia dei due enti, finora eccellente sul piano della formazione di nuove generazioni di clinici e di professionisti della sanità e che era stata ribadita da una convenzione quinquennale sottoscritta da entrambi un anno fa, esce rafforzata da quest’accordo che potrebbe diventare un modello di riferimento anche per altre ASST lombarde che mirino ad una maggiore integrazione con l’università nello sviluppo della ricerca, imboccando l’unica strada possibile per poter competere nell’ambito della ricerca sanitaria a livello europeo.

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