Asst Vimercate, campagna prevenzione tumore al seno

Un progetto di cosiddetta “medicina narrativa” ha preso corpo nell’ambito della campagna “Never Stop” di Fujifilm sul tumore al seno e sulla prevenzione della patologia oncologica più frequente...

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Un progetto di cosiddetta “medicina narrativa” ha preso corpo nell’ambito della campagna “Never Stop” di Fujifilm sul tumore al seno e sulla prevenzione della patologia oncologica più frequente nella popolazione femminile (rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne).
Il tumore al seno, vale la pena ricordarlo, interessa una donna su 8 nell’arco della vita, con un tasso di mortalità del 17% rispetto a tutti i decessi della popolazione femminile per causa oncologica.

L’ASST di Vimercate, che con Fujifilm ha siglato nel novembre scorso un protocollo di cooperazione grazie al quale le proprie strutture testano e valutano nuove tecnologie dell’azienda giapponese, a beneficio dei servizi clinici per il trattamento dei pazienti, ha aderito alla campagna di informazione.
Presso i tre servizi di Radiologia di Vimercate, Carate e Seregno sono stati affissi poster che richiamano l’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e l’indicazione di corretti stili di vita.

Di più: con la scansione, con uno smartphone, di un QRcode riprodotto sui poster è possibile ascoltare il racconto della scrittrice Ester Viola (nella foto), letto dall’attrice Mariella Valentini. L’audiolibro, intitolato “Due sorelle” è basato sui principi della medicina narrativa come approccio di cura: parla alle donne con cancro al seno e della battaglia per vincerlo.

“Ho voluto raccontare – afferma Ester Viola – il dramma del cancro scegliendo come protagonisti i sentimenti. L’ansia e la paura – due tra i peggiori. Dal lato opposto invece il coraggio, la speranza. Ci sono la lucidità e la mancanza di lucidità che si intrecciano nelle due protagoniste, due sorelle così diverse caratterialmente: Elena, quella apprensiva, e poi Emilia, così calma. Le parti sono invertite perché chi si ammala è lei, Emilia. Dalla prima diagnosi all’anestesia, restano unite, a proteggersi, anche se in modi diversi. Fanno da sfondo i medici, gli esami, i referti, a sottolineare l’importanza della medicina e della prevenzione, che dovrebbe essere – anzi deve diventare – un imperativo. Non deve essere solo una scelta di alcune, la prevenzione. Deve venire prima di tutto”.

Dal gennaio 2016 la Breast Unit dell’ASST di Vimercate ha sede presso l’Ospedale di Seregno. Qui, le donne a cui viene diagnosticato un tumore della mammella, sono prese in carico in un percorso multidisciplinare che vede l’impegno di radiologi, anatomopatologi, chirurghi, oncologi, fisiatri, etc..,: un team che ha come obiettivo quello di facilitare sia la tempistica che la scelta della più appropriata terapia per ogni caso discusso; quello di favorire l’approccio della donna alla sua patologia.

All’Ospedale Trabattoni Ronzoni sono circa 120 i casi di tumore della mammella diagnosticati in un anno. Nel 2019 sono state eseguite oltre 11.350 mammografie: 6.500 quelle che rientrano nell’attività di screening organizzata da ATS Brianza. I rimanenti esami sono relativi a richieste di donne che prenotano l’esame con la ricetta del medico di famiglia.
“La mammografia – spiega Adriana Ester Sartirana responsabile della Radiologia con indirizzo Senologico di Seregno – costituisce l’esame gold standard nella diagnosi precoce del tumore della mammella. L’ecografia mammaria, rappresenta invece il primo step nell’indagine diagnostica”.
I dati di attività nel 2019 delle altre due strutture di Radiologia dell’ASST non sono da meno: quasi 8.300 a Vimercate (6.400 in screening); oltre 4.300 (3.800 in screening) a Carate.
In tutte e tre le strutture i mammografi utilizzati rappresentano lo stato dell’arte della tecnologia diagnostica della mammella: consentono di indentificare lesioni tumorali anche di pochi millimetri.

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