Lombardia al secondo posto per i furti in appartamento

La Lombardia è la seconda regione italiana più colpita dai topi d'appartamento, con una media 20,7 furti ogni mille famiglie. Lo dichiara l'assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia...


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La Lombardia è la seconda regione italiana più colpita dai topi d’appartamento, con una media 20,7 furti ogni mille famiglie. Lo dichiara l’assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale, Riccardo De Corato.

La piaga dei furti nelle case dei lombardi viene ancora una volta evidenziata attraverso i dati diffusi oggi dall’Unione europea delle Cooperative (Uecoop) sulla sicurezza e il crimine in Italia, da cui risultano 500 furti al giorno.

Si tratta di numeri preoccupanti. Con un numero sempre maggiore di clandestini e rom dediti al crimine che si aggirano indisturbati per le nostre città, è comprensibile capire perché i lombardi si barrichino nelle proprie abitazioni e perché sulle spese per porte blindate e antifurti la Lombardia risulta essere al primo posto.

Proprio per questo, i malviventi colpiscono maggiormente nel periodo di Ferragosto, sperando di trovare gli appartamenti incustoditi. Secondo una ricerca Transcrime,  aggiunge De Corato,  l’orario più a rischio è quello fra le 18 e le 21.

«La nostra regione, sottolinea l’assessore,  risulta essere, a quanto emerge da una elaborazione dei dati di “convenzionistituzioni.it”, all’ultimo posto nel rapporto tra  popolazione residente e Forze dell’Ordine in servizio sul territorio: se ne contano 1 ogni 325 abitanti».

Nel mese scorso, evidenzia l’assessore regionale alla Sicurezza, assieme al presidente dell’Associazione Nazionale Condomini Italiani, abbiamo diramato semplici regole che è quanto mai opportuno ribadire in questi giorni, consigli che potrebbero essere molto utili da qui alla fine dell’estate, periodo in cui siamo costretti a lasciare incustodita la nostra casa.

Non è nemmeno confortante sapere che, secondo i dati diffusi dal Viminale, nel 97% dei casi i furti nelle case rimangono impuniti, motivo per il quale molte vittime di questo reato hanno anche smesso di denunciare.

L’assessore De Corato conclude «occorrono più’ agenti di polizia a presidiare il territorio, assieme a pene esemplari che fungano da deterrente per chi volesse intraprendere la ‘carriera’ del topo d’appartamento».

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