Filiera della salute, Lombardia tra le prime regioni in Europa

Nel settore delle 'Life Science' la Lombardia, oltre a vantare il primato italiano, a livello europeo è paragonabile solo ad altre regioni come Baden-Württemberg, Cataluña e Île de...


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Nel settore delle ‘Life Science’ la Lombardia, oltre a vantare il primato italiano, a livello europeo è paragonabile solo ad altre regioni come Baden-Württemberg, Cataluña e Île de France.

Ne parla questa settimana Lombardia Speciale nel suo approfondimento analizzando un recente studio sulla filiera ‘La rilevanza della filiera Life Science in Lombardia: benchmarking tra regioni italiane ed europee, promosso da Assolombarda, e realizzato con tutte le associazioni di categoria dell’indotto e con la regia dell’università Bocconi, spiega questa grande crescita con la capacità che in Lombardia hanno avuto pubblico e privato di collaborare.

Nella nostra Regione la filiera della salute pur partendo da livelli di finanziamento pubblico comparabili al resto d’Italia, si è sviluppata notevolmente sul versante privato, sia nel segmento della produzione di farmaci, sia dei dispositivi medici e dei servizi di ricerca biotech, fino ad arrivare all’erogazione di servizi in regime di accreditamento e di solvenza.

Basta qualche numero per rendersi conto di come la Regione Lombardia si posizioni in Italia e in Europa: con un sesto della popolazione nazionale (16,5%), registra il 19,9% degli addetti, il 24,6% del valore aggiunto e rappresenta il 30,6% della filiera in Italia.

Se tutto il mondo italiano delle life science vale 207 miliardi di euro (dati 2016), con un valore aggiunto di 95,5 miliardi e oltre 1,7 milioni di addetti, la Lombardia da sola produce per 63,4 miliardi, con 347 mila addetti e un valore aggiunto di 45,8 miliardi (considerando anche l’indotto), che incide per il 12,4% sul Pil regionale, contro una incidenza media del 10% nelle altre regioni. Dei 700 milioni di euro investiti in ricerca clinica in Italia da parte delle imprese, circa la metà si riversa in regione.

In Lombardia si concentra una parte rilevante dell’industria farmaceutica nazionale, che qui genera il 46,5% del valore aggiunto nazionale, con un incremento delle esportazioni del 59%, più della media europea (+42%) e dei più grandi Paesi europei (+50% Germania, +20% Spagna, +14% UK, +9% Francia). Si tratta di un dato di grande rilievo per le ricadute sul territorio perché così il settore è riuscito a sostenere i livelli occupazionali e ha continuato a generare valore in tutta la filiera. Infatti, la filiera della salute rappresenta un grande serbatoio di opportunità lavorative altamente qualificate.

Se guardiamo proprio all’industria farmaceutica la  quota di personale dirigente e quadro è pari al 22,9% contro il 4,5% del totale delle imprese.

Tale quota raggiunge il 26,6% in Lombardia, dove complessivamente quadri e dirigenti rappresentano il 7,0% del totale degli occupati.

Nella produzione di principi attivi farmaceutici l’Italia vanta un’eccellenza industriale di livello mondiale, con una quota di mercato pari al 9% e oltre l’85% della produzione destinata all’export, con più della metà delle imprese del settore localizzata in Lombardia.

Le aziende biotech sono particolarmente dinamiche e, nel panorama nazionale, la concentrazione è massima in Lombardia: 132 unità locali biotech attive in area salute che rappresentano il 45% del numero totale di imprese e il 35% del fatturato nazionali, con notevoli investimenti in ricerca (oltre 100 milioni di euro annui).

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