Cura del verde solo a professionisti

«La cura delle aree verdi nelle nostre città contribuisce al miglioramento della qualità della vita e alla riduzione dell’inquinamento. Per questo deve essere affidata a...


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«La cura delle aree verdi nelle nostre città contribuisce al miglioramento della qualità della vita e alla riduzione dell’inquinamento. Per questo deve essere affidata a professionisti, in grado di effettuare potature corrette e di offrire consulenze e suggerimenti sulle varietà più adatte ai vari ambienti».

Così Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia, commenta l’invito rivolto all’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Lombardia dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi.

«Chiedere che siano i florovivaisti esperti ad occuparsi del verde pubblico,  continua Prandini,  significa riconoscere la centralità e l’importanza di questi spazi che non sono elementi secondari o estetici del paesaggio urbano pubblico e delle abitazioni private, ma influiscono sulla vita di tutti. Una posizione che come Coldiretti abbiamo sempre sostenuto e per la quale negli ultimi anni ci siamo battuti».

Nella città di Milano, ad esempio,  afferma Coldiretti Lombardia su dati CNR, gli oltre duemila ettari di verde pubblico sono in grado di assorbire fra le 60 e le 100 tonnellate di PM10 e gas ogni anno.

Le varietà più “mangia smog” sono larici, cipressi, salici, pioppi, betulle, tigli, ontani e aceri. Un ippocastano riesce a fermare in media ogni anno 225 grammi di polveri sottili PM10, un tiglio supera i 250, una farnia 170 e una magnolia 111, mentre un acero riccio sfiora i 190 grammi all’anno.

Una pianta adulta traspira fino a 450 litri di acqua al giorno e questo, insieme all’ombreggiamento, permette di abbassare la temperatura circostante nei giorni di maggiore afa.

Senza dimenticare il ruolo di barriera frangirumore. In tutta la regione – spiega la Coldiretti Lombardia – nella filiera del verde operano oltre seimila aziende, tra floricoltura e servizi. Più del 50% delle imprese si concentra nelle province di Milano, Varese, Como e Brescia.

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