La recensione: “Cinquant’anni di Humanae vitae”

di Gabriella Stucchi L’Humanae vitae, settima enciclica di papa Paolo VI, fu pubblicata dopo un lungo processo di discussioni e ricerche i cui inizi risalgono...


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di Gabriella Stucchi L’Humanae vitae, settima enciclica di papa Paolo VI, fu pubblicata dopo un lungo processo di discussioni e ricerche i cui inizi risalgono al tempo del Concilio Vaticano II.

Furono istituite Commissioni e sottocommissioni sui temi riguardanti il matrimonio, la famiglia e la regolazione delle nascite, all’interno delle quali si rivelarono posizioni diverse, a volte contrastanti. Infine, l’enciclica fu firmata il 25 Luglio 1968 dal papa, che durante l’udienza settimanale del mercoledì, il 31 Luglio, a Castel Gandolfo, parlò del peso delle responsabilità che si era assunto e della solitudine nella quale aveva dovuto prendere la decisione, ma anche dell’amore e della sensibilità pastorale per i coniugi, oltre che della speranza che lo aveva sostenuto nella faticosa stesura del documento affinché il contenuto fosse accolto positivamente.

Vengono quindi esposti la struttura e il contenuto dell’enciclica: il papa sottolinea che «qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita» (n.11). Perciò esorta all’esercizio dell’autocontrollo e della castità coniugale, raccomandando ai sacerdoti di esporre la dottrina con pazienza e bontà, accompagnando i coniugi con misericordia e sensibilità d’animo.

Riguardo alle reazioni dopo la pubblicazione, l’autore riporta una dichiarazione della Conferenza episcopale italiana sull’Humanae vitae, in cui si invitano i sacerdoti ad “esporre e applicare senza ambiguità e discordanze l’insegnamento del magistero”, a procedere sul piano pastorale con senno, misericordia e bontà, distinguendo tra situazioni differenti. Ai coniugi i vescovi italiani consigliano di «accogliere con spirito di fede l’insegnamento del vicario di Cristo circa il diverso valore morale dei metodi di regolazione della natalità».

Non si fa cenno di possibili dissensi fra l’insegnamento dell’enciclica e il giudizio di coscienza dei coniugi.

Un’attenzione particolare è rivolta alla ricezione della Humanae vitae da parte di Giovanni Paolo II, fermo sostenitore dell’enciclica, che però aveva lasciato intuire che il testo mancasse di un fondamento biblico e antropologico, a cui egli provvide con l’Esortazione apostolica Familiaris consortio. Papa Wojtyla condivide senza riserve il rifiuto di ogni forma di controllo delle nascite. I metodi artificiali di regolazione delle nascite sarebbero in contraddizione con gli aspetti fisiologici della sessualità e della generazione, ma anche con la natura dell’amore coniugale, intesa come accettazione dell’altro e donazione a questi. In un discorso del 1983 il papa intende la regolazione artificiale delle nascite come rifiuto della volontà divina.

Benedetto XVI, nelle “Ultime conversazioni”, definisce l’Humanae vitae un testo “difficile, bisognoso di un approccio antropologico più ampio”. Per comprendere l’enciclica Benedetto non accentua tanto l’unità inscindibile di sessualità e procreazione, ma porta l’attenzione sul legame fra amore e sessualità. Gli sposi, avendo ricevuto il dono dell’amore, sono chiamati a farsi a loro volta dono l’uno per l’altra senza riserve, dando luogo ad una genuina comunione personale. Nell’integrale donazione dei coniugi è inclusa la possibilità di procreare una nuova vita umana. Il papa riconosce la paternità responsabile, cioè la responsabilità e il diritto dei genitori a decidere il momento e il numero dei figli.

Gli enunciati di papa Francesco sulla regolazione del concepimento sono caratterizzati da tre aspetti: I: la sostanziale apertura ai figli; 2: l’importanza della paternità responsabile; 3: la consapevolezza che non ogni atto coniugale può generare una nuova vita. Inoltre sottolinea l’importanza del dialogo fra i coniugi e la presenza di una guida spirituale. In Amoris laetitia cita il passo in cui Paolo VI sottolinea che un vero atto di amore deve sempre compiersi nel rispetto delle condizioni, dei sentimenti e delle esigenze del partner o della partner. Francesco ribadisce l’esigenza di dare spazio alla coscienza dei fedeli, alla cui formazione la chiesa deve impegnarsi.

“Riscoprire il messaggio della Humanae vitae” chiude il libro, sottolineando come l’Amoris laetitia di papa Francesco richiama l’attenzione sugli aspetti trascurati dell’enciclica di Paolo VI.

Il libro, ricco di citazioni di testi del Magistero della Chiesa, propone un’efficace analisi critica dell’enciclica di Paolo VI, arricchita poi dagli approfondimenti dei successivi papi sui punti più delicati e controversi, come quello della regolazione delle nascite.

Martin M. Lintner “Cinquant’anni di Humanae vitae – Queriniana – euro14.00

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