Centri per l’Impiego: nuova legge in Lombardia

Salvaguardare i servizi al cittadino, tutelare i posti di lavoro, anche dei dipendenti non pubblici, e valorizzare il ruolo delle Province sono...


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Salvaguardare i servizi al cittadino, tutelare i posti di lavoro, anche dei dipendenti non pubblici,valorizzare il ruolo delle Province sono gli obiettivi della legge ‘Il mercato del lavoro in Lombardia’, approvata ieri in Consiglio regionale.

Il provvedimento mette ordine nel ruolo dei Centri per l’Impiego lombardi, dopo la bocciatura del referendum costituzionale nel 2016, che di fatto ha bloccato la legge Delrio, secondo la quale le Province avrebbero cessato di esistere.

Il progetto di legge prende le mosse da una realtà frastagliata: il personale dei Centri per l’impiego in tutta la Regione è di oltre 750 lavoratori a tempo indeterminato, di cui 519 sono dipendenti pubblici distribuiti in 63 sedi territoriali. In 10 Province, i CPI (Centri provinciali per l’impiego) sono uffici dell’amministrazione provinciale; Città metropolitana di Milano e Provincia di Monza e Brianza hanno dato vita ad Aziende Speciali per formazione, orientamento e lavoro (AFOL) che lavorano tramite contratti di servizio e il cui personale per il 70 per cento non è dipendente pubblico, e articolata, si aggiunge la forte presenza di operatori privati.

Secondo il capogruppo della Lega al Pirellone, Roberto Anelli, si tratta di “una legge equilibrata che rende dignità alle Province. Questa legge sul mercato del lavoro ha infatti due grandi pregi, che vale la pena evidenziare. In primo luogo rende in parte la dignità istituzionale perduta dalle Province, svuotate e massacrate dalla disgraziata legge Delrio, delegandole compiti operativi e gestionali e lasciando in capo a Regione Lombardia il ruolo d’indirizzo e di coordinamento. In secondo luogo, ed è fondamentale specificarlo per fare chiarezza, si salvano le 230 famiglie dei lavoratori delle AFOL -Agenzie per la Formazione, l’Orientamento e il Lavoro”.

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