Al Parco di Monza rospi salvati dall’Enpa

Una pozza d’acqua che porta alla letamaia del Mulino San Giorgio che ospita all’interno del Parco di Monza una azienda agricola. Dentro c’è una vita che non ti aspetti:...

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Una pozza d’acqua che porta alla letamaia del Mulino San Giorgio che ospita all’interno del Parco di Monza una azienda agricola. Dentro c’è una vita che non ti aspetti: pullula di girini di rospo smeraldino, una specie che ha scelto proprio questo posto per deporre le uova, confidando in un rapido sviluppo dei girini, che impiegano 15-20 giorni prima di diventare adulti.

L’insolita presenza viene segnalata da due private cittadine (come al solito le segnalazioni si rivelano preziosissime!) che allertano Matteo Barattieri, del Comitato per il Parco di Monza intitolato ad Antonio Cederna. Sembrerebbe tutto bello, ma c’è un “ma”: il passaggio dei trattori, che proprio con il loro andirivieni hanno di fatto formato la pozza d’acqua. Alla velocità della luce viene quindi attivata una macchina organizzativa per proteggere la pozza e il suo prezioso contenuto, con l’assenso del Consorzio Parco e Villa Reale e il benestare dell’azienda.

L’area viene così recintata, nel frattempo viene allertata anche la sezione ENPA di Monza e Brianza che provvede a realizzare un cartello che ricorda ai visitatori del Parco la presenza dei girini, raccomandando di non toccare né catturare gli anfibi, a qualsiasi stadio si trovino, ricordando che la fauna selvatica, in quanto patrimonio dello Stato, è tutelata dalla legge. Il rospo smeraldino, in particolare, è protetto dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore.

La zona verrà monitorata dai volontari del Comitato per il Parco e dell’ENPA di Monza e Brianza. Il rospo smeraldino (Bufo viridis), è più piccolo del rospo comune e raggiunge al massimo i 10cm; la colorazione varia dal marrone al beige chiaro con chiazze verde smeraldo e, spesso, presenta puntini rossastri. I maschi in riproduzione tendono a “cantare” in gruppi numerosi.

Si nutre di insetti e lombrichi e dopo il letargo invernale inizia la stagione degli accoppiamenti, scegliendo come luoghi di riproduzione posti vicino a pozze o stagni.

La femmina depone in acqua un cordone gelatinoso di circa 13.000 uova, dalle quali usciranno girini di colore grigio-marrone, lunghi anche 4,5cm. Più è calda l’acqua, più veloce sarà la metamorfosi: ai girini spuntano prima le zampe inferiori poi quelle anteriori, poi si riassorbe la coda che scompare nel giro di un paio di giorni.

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