MONZA – Le strade si dividono e non poteva finire diversamente. Alessandro Nesta lascia la panchina del Monza con il rammarico per non avergli assicurato la salvezza ma, al contempo, con la consapevolezza di averci creduto sino in fondo e avere dato tutto.
“Per me nel primo tempo con il Milan abbiamo fatto molto bene poi siamo calati – spiega cominciando dalla partita – poi, per quanto concerne l’annata, è sempre stata quasi uguale, mi dispiace per come sia finita, è stata la mia prima esperienza in serie A, volevo farla in modo diverso, come quando si cade da cavallo si cerca di rialzarsi e ripartire subito. La mia esperienza a Monza finisce qui, spero che la squadra faccia meglio senza di me, non ci siamo trovati, non è un risultato buono, ma ripartiamo”.
Al di là della meta del suo futuro, dice, “cerco un posto dove ripartire e riorganizzarmi, per completare il mio staff e poi tornare in Italia e avere opportunità, poi un posto nel mondo vale l’altro”.
Un rammarico, il suo, che è certamente di tutto l’ambiente biancorosso e della sua tifoseria. Le retrocessioni fanno parte della normale dinamica del calcio. Amare, certo, ma danno la possibilità di risalire, di rimettersi in discussione.
Ed è quello che questo Monza sarà chiamato a fare superando ogni possibile dietrologia sulla cessione di pezzi importanti avvenuta per via e concentrandosi invece sulla sua rinascita dalla cadetteria. Con una certezza, anzi due: la prima, la discesa non è irreversibile, la seconda, la squadra ha comunque onorato la serie A per due campionati ottenendo piazzamenti lusinghieri raggiungendo il massimo palcoscenico sempre sognato e a cui, sino a cinque stagioni fa, non si osava pensare.
Il Monza porta con sé la forza di una Brianza che al calcio ha sempre dato e sempre darà molto e un’esperienza di serie A che, seppur si sia ora interrotta, non andrà affatto dispersa. E come patrimonio calcistico incancellabile, e come elemento di forza per cercare un immediato ritorno in serie A.
L’aspetto economico inciderà sicuramente, ma nondimeno quello motivazionale in grado di focalizzare l’attenzione davvero sulla squadra senza camminare con la testa all’indietro a recriminare per quanto stato.
Il calcio è fatto di discese, ma anche di risalite. E questo Monza, disceso, può dal prossimo campionato invertire la rotta. Ed è auspicabile che ciascuno, per la propria parte, remi in questa direzione. (articolo di Cristiano Comelli)


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