Il Renate cerca la vetta contro l’AlbinoLeffe

RENATE BRIANZA – Dopo due pareggi a reti bianche di fila, vuole di nuovo regalarsi la vittoria. Che sarebbe la quindicesima in campionato. Ma, al di là dell’aspirazione ad...

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RENATE BRIANZA – Dopo due pareggi a reti bianche di fila, vuole di nuovo regalarsi la vittoria. Che sarebbe la quindicesima in campionato.

Ma, al di là dell’aspirazione ad allargare la famiglia delle poste piene stagionali, il Renate della sfera di cuoio che oggi mercoledì 17 febbraio si appresta ad affrontare alle 15 l’AlbinoLeffe ha anche un’altra idea meravigliosa in testa: rifare lo sgambetto al Como da cui oggi dista due punti (47 punti come 49) per soffiargli il ruolo di capolista o almeno per condividerlo.

I nerazzurri di Aimo Diana giungono alla sfida con gli orobici allenati dal tecnico ex Caronnese e Monza Marco Zaffaroni con un discreto morale. A infonderglielo è stato un pareggio conquistato sul non agevole terreno della Pro Patria, ovvero il “Carlo Speroni” di Busto Arsizio, al termine di una partita in cui avrebbe forse meritato anche di più. “Ci abbiamo provato – ha dichiarato Armand Rada dopo la gara – ma su questo campo è difficile per chiunque”. Vestendo, nella disamina successiva, l’uniforme del profeta di fausti eventi: “sono convinto che mercoledì riusciremo a prenderci i tre punti”.

Non si sa se ci abbia scommesso e poi, in caso di avverarsi del vaticinio, debba pagare da bere a qualcuno ma tanto è. Gli Zaffaroni boys non sono proprio formazione di seconda linea. A parte il nono posto occupato con 33 punti, infatti, la società nata nel 1998 dalla fusione di Albinese e Leffe ha frequentato per poco meno di dieci anni il piano superiore della graduatoria calcistica, cioè la cadetteria dal 2003-04 al 2010-11. Non è quindi a corto di esperienza e può fare male.

L’ultimo precedente tra le due compagini risale alla stagione 2019-20 e fu anche l’unico: al “Città di Gorgonzola”, momentaneo quartier generale degli orobici, si impose il Renate per 2-1. Dirigerà la gara il signor Simone Galipo’ della sezione di Firenze. (articolo di Cristiano Comelli) 

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