VEDUGGIO CON COLZANO – Ricche di storia ma bisognose di rinnovamento. Per interpretare nel modo ideale i mutati tempi e per coinvolgere sempre di più la comunità. La disamina compiuta dal consiglio pastorale della Comunità Beato Mario Ciceri viaggia tra passato, presente e futuro ed è affidata alle colonne dell’ultimo bollettino parrocchiale.
“Le nostre parrocchie di Renate e Veduggio hanno una storia straordinaria – si legge nell’analisi compiuta da Consiglio pastorale e parroco – nel corso dei decenni, grazie alla generosità di chi ci ha preceduto e all’intuizione dei parroci sono stati costruiti e curati ambienti per i nostri giovani e le nostre famiglie, pensiamo alla ristrutturazione dei nostri oratori, alle case per le vacanze, alla scuola dell’infanzia e alla cura delle nostre chiese”.
Risorse preziose ma che, per essere mantenute, esigono un supporto economico e un’attenzione al mutare della realtà. Da dove partire?
“Dobbiamo guardare in faccia alla realtà con estrema onestà e lucidità – prosegue l’analisi – il mondo è cambiato, assistiamo a un calo demografico, a una diminuzione del personale ecclesiastico e a una riduzione dei volontari, gestire queste numerose strutture è diventato oneroso e complesso”.
E così il Consiglio per gli affari economici della parrocchia e il parroco stanno lavorando a una serie di proposte innovative. Per quanto concerne Renate, si legge, la Comunità ha affrontato spese consistenti nell’ammodernare e adeguare le abitazioni dell’ex Filanda di via Cavour con un importo di 360 mila Euro, ha affidato la gestione della Casa Montanina a una cooperativa e, fatte alcune valutazioni, ha rinunciato all’acquisto della casa Conchiglia di Spotorno che era stato proposto dalla Congregazione delle Suore attualmente proprietarie dello stabile.
Su Veduggio, la parrocchia ricorda la ristrutturazione di una parte della scuola dell’infanzia per dare vita al nido per circa 40 mila Euro, i lavori da eseguire per la messa a norma della sala teatrale Martino Ciceri, la necessità di riqualificare il campo da calcio e una riflessione sulla casa Madre Teresa. Scelte che sono sorrette da punti fermi precisi.
“Molti sono convinti che le parrocchie siano ricche e abbiano fondi incredibili a disposizione – si legge ancora- in realtà da sempre vivono sulle offerte dei fedeli. I cestini domenicali non coprono totalmente le spese correnti”.
Da qui il fraterno invito rivolto alla Comunità di contribuire con un sostegno adeguato a strutture che sono di tutti. “Bisogna guardare con estremo realismo a quelle che sono le continue e numerose spese- conclude la riflessione sul bollettino – affinché le strutture presenti possano rimanere sempre a tutti disponibili in futuro”. (articolo di Cristiano Comelli)


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