Stop contagi nell’ex zona rossa di Codogno

«Nella ex zona rossa di Codogno e Lodi si è fermato il numero dei contagi di Coronavirus. E’ l’unica zona del territorio lombardo dove si è assistito finalmente...

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«Nella ex zona rossa di Codogno e Lodi si è fermato il numero dei contagi di Coronavirus. E’ l’unica zona del territorio lombardo dove si è assistito finalmente a un rallentamento della sua diffusione. Da questo dato significativo, che dimostra l’efficacia delle misure di contenimento messe in atto in quei Comuni, hanno tratto origine gli incontri che abbiamo avuto oggi, con i sindaci dei capoluogo e con i rappresentanti del Governo e delle altre Regioni».

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo, per la prima volta fisicamente dopo il periodo di autoisolamento, alla conferenza stampa per fare il punto sul Coronavirus. Insieme a lui, anche il vicepresidente Fabrizio Sala, l’assessore al Welfare Giulio Gallera, quello alla Protezione Civile, Pietro Foroni, e quello al Bilancio, Davide Caparini.

«Lo stop del contagio in quella zona – ha spiegato Fontana – ha indotto i sindaci dei comuni capoluogo a chiedere alla Lombardia di farsi interprete presso il Governo per chiedere misure ancora più stringenti, affinché lo stesso risultato possa replicarsi in tutto il territorio regionale. Una richiesta contenuta in una lettera, sottoscritta questo pomeriggio da tutti i primi cittadini e che ho illustrato ai rappresentanti del Governo nel corso della videoconferenza con tutti i colleghi presidenti di Regione».

Il presidente ha quindi informato che “i rappresentanti del Governo si sono riservati di vagliare la proposta durante un Consiglio dei Ministri che dovrebbe tenersi domani mattina. Vedremo quali decisioni intendono prendere, altrimenti faremo le nostre valutazioni”.

«Quello che abbiamo voluto evidenziare – ha aggiunto – è la necessità di intervenire in maniera rigorosa perché il sistema sanitario inizia ad essere vicino a un momento di difficoltà e non possiamo permetterci che ciò accada. Mi auguro che tutti gli appelli che arrivano da diverse parti del mondo imprenditoriale,sindacale e politico lombardo possano essere valutati attentamente, perché la sensazione che ho potuto percepire tra i miei colleghi presidenti delle Regione, e forse anche tra qualcuno del Governo, e’ che ancora non sia ben chiara a tutti la situazione in cui sta vivendo la Lombardia».

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