SEVESO – Importante operazione dei carabinieri della stazione di Seveso che, nella mattinata di martedì 3 marzo 2026, hanno inferto un duro colpo al mercato della ricettazione locale. L’attività dei militari ha portato alla denuncia a piede libero di un 31enne residente in città e al recupero di gran parte del materiale informatico sottratto recentemente all’istituto comprensivo “Adua”.
Il ritrovamento è avvenuto quasi per caso: i carabinieri si erano presentati all’alba presso l’abitazione dell’uomo per eseguire un decreto di perquisizione delegato dalla Procura della Repubblica di Monza nell’ambito di un’altra indagine. Una volta all’interno, però, l’attenzione degli operanti è stata catturata dalla presenza di 26 tablet e 5 computer notebook.
Il collegamento con i furti all’istituto Adua
I rapidi accertamenti condotti dai militari hanno permesso di confermare che i dispositivi erano il bottino di un colpo messo a segno proprio quella stessa notte ai danni del plesso scolastico di via Adua. La scuola era finita nel mirino dei soliti ignoti già due volte nel giro di pochi giorni:
Tra il 20 e il 23 febbraio: un primo raid nell’aula di informatica aveva portato al furto di 6 notebook e un PC fisso.
Tra il 2 e il 3 marzo: il secondo blitz, durante il quale i malviventi avevano asportato altri 5 notebook e ben 27 tablet.
Grazie all’intervento dei carabinieri, quasi l’intera refurtiva dell’ultimo colpo è stata sottratta al mercato nero. Il materiale è stato posto sotto sequestro e verrà formalmente restituito alla direzione scolastica nei prossimi giorni.
Denunce e controlli sull’immigrazione
Oltre al 31enne, accusato di ricettazione, i carabinieri hanno identificato all’interno dell’appartamento anche un cittadino extracomunitario privo di documenti. Dalle verifiche è emerso che l’uomo era destinatario di un ordine di espulsione emesso dal questore di Monza nell’ottobre 2023; per lui è scattata la denuncia per violazione della legge sull’immigrazione.
Le indagini della stazione di Seveso proseguono ora per risalire agli autori materiali dei furti e verificare l’eventuale coinvolgimento di complici nella rete di smistamento della refurtiva.


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