Al meeting di Rimini i Governatori a confronto sull’autonomia

«L’unica secessione è quella dell’efficienza dall’inefficienza. Noi vogliamo che tutto il Paese diventi efficiente e che possa competere in maniera uguale. Penso che il sud abbia possibilità immense...

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«L’unica secessione è quella dell’efficienza dall’inefficienza. Noi vogliamo che tutto il Paese diventi efficiente e che possa competere in maniera uguale. Penso che il sud abbia possibilità immense e dunque avrebbe il dovere di essere messo alla prova. Le due parole che spiegano il significato dell’autonomia differenziata sono responsabilità ed efficienza». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, confrontandosi durante il meeting di Rimini con i governatori dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini; del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga; della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti; della Sicilia, Nello Musumeci e della Liguria, Giovanni Toti, sul tema dell’autonomia differenziata.

Fontana, nel suo intervento, ha sottolineato, come purtroppo spesso oggi sia data una lettura distorta del processo di autonomia “con slogan che non rappresentano la verità dei fatti”.

Una base di discussione seria, secondo il governatore lombardo, parte dal fatto che «non si sposta un euro da chi chiede più autonomia nel pieno rispetto della Costituzione e chi non l’ha ancora chiesta o la chiederà. Il nostro residuo fiscale – ha sottolineato – oggi è di 54 miliardi di euro e purtroppo rimarrà tale».

Riferendosi a chi sostiene che si aggraverebbe il divario fra nord e sud, Fontana ha detto che “E’ giusto cambiare il modo centralistico che tiene il sud schiavo di questo assistenzialismo che va avanti da 50/60 anni. Sono pronto a finanziare 25.000 start up di giovani in Calabria, un po’ meno a finanziare altrettanti forestali”. Serve dunque far ripartire il territorio senza ingessarlo quando può correre.

L’autonomia, va da sé, impatterebbe in maniera importante anche sulla sanità. «La Regione Lombardia – ha proseguito Fontana – è quella che ha la miglior sanità in Italia e una delle migliori in Europa, ma una norma nazionale ci impone un tetto di spesa nelle assunzioni. Questo vuol dire che non solo la nostra sanità non può evolvere, ma è costretta a retrocedere al 2004. In Lombardia dovremmo e potremmo assumere 500 medici, ma non lo possiamo fare».

«L’autonomia – ha detto ancora – è una grande sfida. Se riusciamo a svolgere meglio i servizi che oggi sono di competenza statale e se riusciamo a spendere meglio i soldi che oggi comunque spende lo Stato centrale, potrebbe innescarsi un circuito virtuoso. Non credo si debba abboccare a provocazioni di chi non vuole l’autonomia perché non vuole mettersi in discussione. I cambiamenti di questo Paese passano anche da riforme istituzionali e l’autonomia è modo per svecchiarsi e per dimostrare che i territori possono essere più efficienti. Preciso che non esiste un’autonomia ‘soft’ e una ‘hard’, l’autonomia è unica e prevista dalla Costituzione nell’ambito della quale ciascuna Regione chiede le materia che ritiene più necessarie per il proprio territorio».

Fontana ha quindi concluso precisando che l’accordo sull’autonomia «era già stato sancito con il Governo e la nostra proposta è sul Tavolo da un anno. Non vedo dove siano i misteri che aleggiano sulla nostra proposta e non capisco come si possa creare una contrapposizione fra nord e sud quando il tema vero è riorganizzare in meglio il rapporto fra lo Stato e le Regioni».

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