Non solo Metropol: è un’epoca che finisce

di Donatella Salambat – Il cinema Metropol di via Cavallotti a Monza chiuderà i battenti per non riaprire più. Una sorte identica ha toccato altrettanti cinema storici del...

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di Donatella Salambat – Il cinema Metropol di via Cavallotti a Monza chiuderà i battenti per non riaprire più. Una sorte identica ha toccato altrettanti cinema storici del nostro Paese negli ultimi anni.

Ecco alcuni esempi: il cinema Arcobaleno del quartiere Vomero a Napoli e l’ Apollo a Milano. Ritorniamo sull’argomento perché la fine delle grandi sale cinematografiche che chiudono i battenti è lo specchio delle profonde trasformazioni già avvenute e tuttora in corso nella nostra società.

Molte attività, a volte patrimonio storico, in questo caso della città di Monza sono andate perdute (complice, certo, anche la crisi economica) per lasciare il posto a grandi magazzini, empori di vestiario, catene di fast-food e gigantesche librerie, dove i libri, però, sono una piccola parte degli oggetti high tech offerti.

L’evoluzione tecnologica ha trasformato le nostre abitudini, ma anche le nostre città (abbiamo offerte imperdibili in blue-ray, possiamo scaricare film da YouTube, Facebook etc.). Così delle oltre 300 sale cinematografiche che, ancora negli anni Settanta e Ottanta, ospitavano migliaia di spettatori non c’è praticamente più traccia.

Spesso parliamo di attività che chiudono, mai delle persone che le animano, soprattutto se queste sono numericamente esigue. Che fine fa una “maschera” che perde il lavoro? Ve lo siete mai chiesto? Dove saranno finite, quelle persone che, per anni, in passato, hanno agevolato il nostro ingresso in sale poco illuminate durante uno spettacolo o ci hanno assistito rendendo più sicura e confortevole la nostra presenza in un cinematografo?

Persone invisibili che non notavamo allora quando ci facevano strada con una torcia elettrica, che lavoravano spesso fino a tarda notte, vedendo magari lo stesso film centinaia di volte.

La società è profondamente cambiata oggi. Si parla solo di abbattimento dei costi, massimizzazione del profitto, efficienza economica: dietro questi termini si cela anche la metamorfosi di un sistema di vita che sta massificando, globalizzando tutto e, purtroppo, inaridendo i rapporti sociali. Anche la visione di un film non può più avvenire in una sala in stile Belle Époque; i costi non lo permettono, così si decide di optare di vedere un film su computer, o scaricarlo dal telefonino, tutto deve essere funzionale, immediato, ma soprattutto, veloce da consumare.

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