Monza, recupero detenuti, il Rotary sostiene il progetto

Recupero dei carcerati: questo il tema affrontato al Golf Club nel Parco di Monza. Un incontro organizzato da Rotary Monza con la partecipazione della Dott.ssa Pitaniello, Direttrice della...

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Recupero dei carcerati: questo il tema affrontato al Golf Club nel Parco di Monza. Un incontro organizzato da Rotary Monza con la partecipazione della Dott.ssa Pitaniello, Direttrice della Casa circondariale di Monza, e della Dott.ssa Lucia Scarpa che ha portato la sua testimonianza sui risultati ottenuti con la partecipazione dei carcerati alla “Maratona di lettura dell’Odissea”, iniziativa nata in collaborazione con il Liceo Zucchi.
In questa occasione il Rotary Monza ha donato 5.000 Euro alla Casa circondariale del capoluogo brianzolo a sostegno delle attività di reintegrazione dei reclusi.

La Casa circondariale di Monza nasce nel 1992. Ad oggi ospita circa 650 detenuti di sesso maschile appartenenti al circuito di media sicurezza: tra questi vi sono collaboratori di giustizia, ma anche persone affette da dipendenze e numerosi detenuti stranieri, circa il 40%.

Attualmente la struttura è in fase di trasformazione. L’obiettivo è ospitare 200 detenuti appartenenti al circuito di alta sicurezza (condannati per reati di criminalità organizzata) e riaprire la sezione femminile per includere circa 90 donne. Sarà inoltre aperta una falegnameria e anche gli alloggi del personale penitenziario saranno soggetti a lavori di adeguamento.

Durante l’incontro, la Dott.ssa Pitaniello ha esordito affermando che l’opinione pubblica è poco informata riguardo la realtà penitenziaria italiana e l’emarginazione in cui versano i carcerati una volta rientrati a far parte della società civile. La Pitaniello ha quindi ricordato che l‘articolo 27 della Costituzione non va dimenticato e che è essenziale per la nostra società riabilitare le persone recluse affinché una volta uscite di prigione possano integrarsi e svolgere un lavoro e una vita onesti. Per fare ciò, lo studio del corretto percorso riabilitativo è fondamentale. Deve essere ben strutturato, a partire dal reato commesso, condizione essenziale per far intendere al detenuto la gravità dello sbaglio compiuto e indirizzarlo quindi verso un’attività che possa dare nuovo senso alla sua vita sia dal punto di vista personale, sia lavorativo.

Spesso purtroppo il sovraffollamento delle strutture carcerarie non permette di adottare percorsi riabilitativi idonei a tutta la popolazione carceraria. Ciò che si propone di fare la Casa circondariale di Monza è di portare all’attenzione di tutti un nuovo e ambizioso progetto che punta all’inserimento lavorativo dei detenuti come occasione di recupero sociale.

Le attività messe in campo sono molteplici. La prima si basa sui rapporti di collaborazione con ditte esterne dove i carcerati possono recarsi per imparare nel concreto un nuovo mestiere. Diverse sono le professioni tra cui scegliere: dal servizio di lavanderia, all’attività di assemblaggio di componenti metallici, fino al lavoro in pasticceria, sartoria o anche pelletteria. Oltre alle convenzioni con le aziende, la Casa circondariale di Monza offre ai reclusi la possibilità di imparare un impiego direttamente da un gruppo di insegnanti specializzati in diversi campi.

Da non dimenticare l’importanza delle attività culturali che rappresentano un fattore determinante nell’ambito del progetto di reinserimento. La Dott.ssa Pitaniello ha sottolineato come la cultura sia capace di fornire gli strumenti necessari per comprendere meglio sé stessi e raggiungere così una maggiore consapevolezza, per riflettere sugli errori commessi, in vista di un futuro migliore.

Oggi circa il 60% dei detenuti del carcere di Monza partecipa a un progetto teatrale che permette loro di intraprendere un percorso di reale cambiamento interiore. L’obiettivo è migliorare i rapporti all’interno dello stesso sistema carcerario e allo stesso tempo creare un dialogo tra “interno” ed “esterno”, grazie a momenti di incontro con la comunità.

L’intervento della Dott. Scarpa ha poi messo in luce la sinergia nata tra gli studenti del Liceo Zucchi, coinvolti nella Maratona di lettura dell’Odissea del 18 ottobre scorso, e i detenuti che hanno preso parte al progetto.
Commenta così l’impegno, il Presidente Rotary Monza Mario Fontana: “Continuiamo a sostenere iniziative di valore per il territorio e perseveriamo nel supportare le persone, tutte le persone, senza distinzioni. Le carceri vengono spesso dimenticate e i detenuti lasciati senza possibilità di riscatto. Non possiamo e non dobbiamo dimenticarci di loro.”

Non è la prima volta che il Rotary Monza sostiene iniziative che coinvolgono il mondo delle carceri, dell’inclusione e della cultura. Lo scorso 25 ottobre, insieme ai distretti Rotary 2041 e 2042, è andato in scena al Teatro Manzoni di Monza un concert show realizzato dai detenuti della Casa di Reclusione Milano Opera e dall’associazione Eventi di Valore all’interno del “Laboratorio artistico del Musical”. Uno show portatore di valori positivi espressi dai detenuti attraverso il loro percorso di cambiamento e di ravvedimento a favore del progetto di eradicazione della poliomielite End Polio Now.

Dichiara il Presidente Rotary Distretto 2042, Giuseppe Navarini: ”Mi congratulo con il Rotary Monza per la splendida iniziativa che sta sostenendo. Quello delle carceri è un tema a cui prestiamo grande attenzione e che cerchiamo di supportare in ogni modo possibile. Sono certo che il contributo dato a questo nuovo progetto, in corso alla Casa circondariale di Monza, porterà a un sincero e positivo cambiamento per il territorio”.

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