MONZA – Un territorio dinamico, densamente popolato e strutturalmente complesso è al centro del nuovo Piano Provinciale di Protezione Civile della Provincia di Monza e della Brianza. Presentato lo scorso gennaio ai Comuni, il documento si avvicina ora al traguardo definitivo con la conclusione dell’iter amministrativo.
Dopo l’istruttoria di Regione Lombardia, il testo è in via di approvazione da parte della Prefettura, un passaggio chiave per garantire il pieno raccordo con il sistema statale delle emergenze. La Provincia di Monza e della Brianza si prepara così a diventare la prima in Lombardia a dotarsi di uno strumento profondamente aggiornato e aderente alle necessità attuali.
Non si tratta di un semplice adeguamento tecnico, ma di un cambio di prospettiva che unisce la conoscenza del territorio, la capacità operativa e il coinvolgimento diretto della popolazione. In un’area che conta quasi 880 mila abitanti, dove infrastrutture, reti produttive e zone urbanizzate convivono in spazi ristretti, la gestione del rischio richiede un approccio multilivello. Il Piano individua le aree più vulnerabili, aggiorna la mappa delle strutture strategiche, analizza la presenza di fasce di popolazione fragile e delinea scenari operativi concreti. Tra le principali novità tecnologiche spicca l’introduzione del nuovo geoportale digitale della Protezione Civile, una piattaforma ideata per visualizzare e aggiornare in tempo reale dati e informazioni, migliorando l’interoperabilità tra i diversi enti.
Il Presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio, ha evidenziato come la forza del documento risieda nella sua capacità di tradurre l’analisi in azione. Gli scenari di intervento spaziano dal rischio idrogeologico lungo i corsi d’acqua come il Lambro e il Seveso, tema tornato di forte attualità dopo le criticità dello scorso settembre, fino agli eventi meteorologici estremi, agli incidenti industriali e al trasporto di sostanze pericolose, senza tralasciare il rischio sismico o quello legato alle dighe. Accanto alle linee di analisi, il Piano snellisce le procedure e ridefinisce i ruoli, confermando il sindaco come primo presidio operativo sul territorio, supportato dal coordinamento strategico con Prefettura, Regione, forze dell’ordine, vigili del fuoco e strutture sanitarie.
Un pilastro centrale del nuovo impianto è il ruolo attivo del cittadino, non più considerato come semplice destinatario delle decisioni, ma come parte integrante del sistema. Questa visione si traduce nell’impiego di strumenti di comunicazione capillari, come la piattaforma nazionale IT-alert e i canali social, oltre a percorsi didattici nelle scuole e campagne di prevenzione.
La Consigliera delegata alla Protezione Civile, Marina Romanò, ha sottolineato l’importanza di informare e preparare la popolazione per ridurre l’incertezza nei momenti critici. In quest’ottica, il Piano prevede un potenziamento delle esercitazioni sul campo, sul modello della recente PROLAB 2026, concepite come un processo continuo per testare l’efficacia delle procedure e consolidare il coordinamento tra gli operatori.
Il documento non trascura la gestione dei grandi eventi che richiamano flussi eccezionali di pubblico sul territorio, a partire dal Gran Premio di Formula 1 di Monza. Anche in questo contesto, la nuova pianificazione introduce una visione integrata per intrecciare sicurezza, gestione della mobilità e prevenzione del rischio in un unico modello operativo.


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