Monza Brianza, i dati sullo smart working

Possono misure di emergenza come lo smart working, attivato da molte imprese, compresa la pubblica amministrazione, durante il lockdown diventare una nuova prassi nella organizzazione del lavoro in...

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Possono misure di emergenza come lo smart working, attivato da molte imprese, compresa la pubblica amministrazione, durante il lockdown diventare una nuova prassi nella organizzazione del lavoro in Brianza?

Da questa e altre riflessioni sono partiti gli incontri propedeutici alla organizzazione degli Stati Generali della Brianza per costruire insieme a tutti gli stakeholder un nuovo modello di ripartenza a supporto del territorio che si trova a fare i conti con le conseguenze socio – economiche della emergenza sanitaria.

Il primo incontro – alla presenza del Presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio, del vicepresidente Riccardo Borgonovo, del consigliere delegato Fabio Meroni e del direttore del settore Territorio Antonio Infosini – ha chiamato a raccolta i rappresentanti delle principali associazioni di categoria MB: Assolombarda, Unione Commercio, Ordine degli architetti MB, Ordine degli ingegneri MB, Confartigianato, Confalgricoltura, Assilprendilance.

“In questi mesi difficili alla Provincia è stato riconosciuto il ruolo di promotore/facilitatore per mettere in relazione realtà istituzionali con associazioni di categoria e rappresentanti del mondo delle imprese, soggetti che in situazioni normali hanno poche occasioni di confronto. Crediamo invece che questa fase così critica, ma che rappresenta anche una grande opportunità, vada affrontata solo mettendo in sinergia idee, proposte, visioni per guardare a un nuovo modello di sviluppo e crescita della Brianza. Con il primo incontro ci siamo proposti di capire se alcune misure adottate in emergenza possano avere uno sviluppo futuro in quella che sarà la nuova normalità ma anche di ascoltare i vari punti di vista per verificare dove possono essere trovate convergenze per azioni di breve-medio e lungo periodo.” Spiegano il Presidente Luca Santambrogio, il VicePresidente Riccardo Borgonovo e il Consigliere Fabio Meroni.

In vista del prossimo 10 luglio, i partecipanti presenti al tavolo si sono confrontati per individuare linee comuni su cui proporre proposte da sperimentare partendo da
– Lavoro
– Mobilità
– Infrastrutture digitali
– Diversificazione deiei tempi e degli orari di uso della città
– Smart city
– Brianza Burocrazia free: imprese chiedono una pa attenta, veloce, semplificata
– Appalti km 0
– Percorsi di formazione in linea con esigenze delle realtà produttive

L’indagine su smart working e mobilità sostenibile condotta dalla Provincia MB
La Provincia MB ha presentato i primi risultati di una indagine avviata lo scorso 25 aprile per valutare la connessione tra le nuove forme di lavoro a distanza con le pratiche di mobilità scegliendo un campione specifico di lavoratori: i dipendenti degli enti locali MB.

La Provincia ha predisposto, per tutti i dipendenti degli enti locali MB, un questionario da compilare online: Il 76,4% delle amministrazioni MB (42 su 55) ha coinvolto i propri dipendenti nella compilazione del questionario : sono stati raccolti i dati di 1683 dipendenti su una popolazione complessiva di circa 4000 dipendenti. Il 73% del campione è rappresentando da donne e solo il 20% aveva attivato politiche di smart working prima del 16 marzo.
Dalle prime anali emerge che:
• i Comuni hanno portato in smart working circa il 60% del personale;
• i dipendenti hanno dichiarato di usare l’auto fra il 60% e il 70% dei casi, con una percorrenza A/R media, approssimativamente, di circa 18 km;
• i dipendenti hanno dichiarato, in media, di aver lavorato in smart working da casa 4 giorni la settimana, riducendo dell’80% le percorrenze e di conseguenza le emissioni rispetto a una settimana “tipo” ante emergenza sanitaria e misure di lockdown.
Alla luce di questi dati è possibile formulare una prima ipotesi che riguarda il profilo emissivo e il risparmio sull’ambiente partendo da un target specifico di lavoratori: per ogni settimana di smart working dei dipendenti pubblici MB non stati emessi in atmosfera almeno 12.000 kg di CO2 a settimana, dovuti a oltre 24.000 km percorsi in meno al giorno.
“ Abbiamo voluto presentare questi primi dati provvisori durante l’incontro preparatorio degli Stati generali della Brianza come punto di partenza delle riflessioni su quello che possiamo definire uso diverso della città e dei suoi tempi. Ci siamo proposti di estendere questo questionario al mondo produttivo per raccogliere informazioni sufficienti per avviare una sperimentazione che possa rientrare nelle linee guida del nostro Pums: consolidare lo smart working significa avere un impatto positivo sulla riduzione del traffico e dell’inquinamento, una minore domanda di trasporto pubblico la cui capacità a parità di investimenti si è ridotta del 30%, un aumento della produttività del lavoratore che ha più possibilità di conciliare i tempi di vita con i tempi del lavoro” – commenta Luca Santambrogio.
Nelle prossime settimane gli uffici del Settore territorio lavoreranno ad ulteriori elaborazioni, comprese quelle relative ai dati pervenuti da 25 Comuni sulla mobilità sostenibile.

I dati:
Dal 16 marzo u tutte le Amministrazioni sono riuscite a portare, i lavoratori, o almeno una parte, in LAEM (Lavoro Agile in Emergenza) con una percentuale media che si attesta al 56,9% del personale, con punte del 100% nei Comuni di Camparada e Lesmo, 96,2% a Cavenago Brianza, 81,8% a Ronco Briantino, 80% a Briosco, 77,5% a Concorezzo,
Emerge che il 66% degli Enti, nel futuro, è favorevole a consentire o addirittura a incentivare lo smart working.

Circa la metà del personale ha svolto in modalità smart working l’intera settimana lavorativa. Complessivamente, ben più di 4 dipendenti comunali su 5 hanno lavorato da casa almeno 3 giorni.
Lo smart working, nonostante alcune complessità iniziali ravvisate in fase di avvio, raccoglie un larghissimo consenso: più di 4 dipendenti comunali su 5 sono disponibili a proseguire in smart working anche in futuro, pur con una riduzione del tempo trascorso a casa e con un rientro parziale in sede: infatti, più di 3 dipendenti su 5 opterebbero per lavorare a casa 2/3 giorni a settimana. Si riscontra, comunque, che più di 1 dipendente su 5 opterebbe per svolgere le proprie mansioni da casa per l’intera settimana lavorativa, dunque manifestando l’interesse a lavorare sempre da casa.

Spostamenti casa lavoro: poco più della metà (53,6% del campione) dichiara di impiegare meno di 30 minuti per lo spostamento casa-lavoro-casa, poco meno della metà (46,4%) più di 30 minuti.

Le distanze percorse per il tragitto casa-lavoro (andata e ritorno) mostrano che quasi la metà del personale (46,7%) compie uno spostamento casa-lavoro-casa compreso fra i 5 e i 20 km.

Limitandosi però a osservare le percorrenze effettuate esclusivamente con il mezzo privato motorizzato, si osserva che le distanze tendono ad aumentare, con la classe con più risposte che è quella fra 20 km e 50 km, mentre il dato della percorrenza media è di circa 18 km per il viaggio casa-lavoro e ritorno.

Il campione utilizza in prevalenza l’automobile, che da sola o in combinazione con altre modalità di trasporto è utilizzata nel 77,5% degli spostamenti. Rilevante è la quota degli spostamenti effettuati a piedi, che da soli o in combinazione con altre modalità di trasporto coprono il 34,0% degli spostamenti.

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